26 ottobre 2017

Giuseppe Dessì: un ricordo a quarant’anni dalla morte

Giuseppe Dessì (Villacidro (CA) 1909 – Roma 1977) è considerato, a pieno titolo, uno dei massimi intellettuali italiani del ‘900.
La sua attività ha spaziato dalla letteratura al Teatro, dal Cinema al giornalismo.

Per ricordarne la figura e l’opera, nell’ambito delle manifestazioni per il quarantennale della sua morte, l’ACSIT (Associazione Culturale Sardi in Toscana) e la Fondazione Dessì, in collaborazione con l’Università degli studi di Firenze, hanno organizzato una serata dedicata a Giuseppe Dessì.

Giovedì 26 ottobre, alle 20.00 (ingresso libero), si terrà un dibattito che vedrà la partecipazione di Paolo Lusci, Presidente della Fondazione Dessí, di Anna Dolfi, Docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea dell’Università di Firenze, nonché Coordinatrice del “GRD”, gruppo dei ricercatori Dessì, Nicola Tu-ri, Francesca Nencioni e altri componenti del GRD.
Una testimonianza di Francesco Dessí, figlio dello scrittore, introdurrà la figura del padre.

Durante la serata saranno proiettati anche alcuni brevi documentari realizzati da Dessi o riguardanti la sua opera.

L’iniziativa su Dessì rientra tra le attività culturali promosse dall’ACSIT (che quest’anno festeggia i 35 anni di attività) per consolidare il forte legame esistente tra Firenze e la comunità dei sardi che han-no scelto questa città per viverci. E la scelta di ricordare Giuseppe Dessì non è casuale visto che lo scrittore, fortemente legato alle sue origini sarde, ha sempre avuto strettissimi legami con la Toscana e con Firenze, a partire dalla sua frequentazione dell’Università di Pisa negli anni ’30.
Oggi a Firenze l’opera di Dessì ha solide basi a disposizione per gli studiosi. Il carteggio e l’archivio, conservati presso il Gabinetto Vieusseux (che patrocina l’iniziativa), sono fonte continua per nuove ricerche e pubblicazioni e gli studi su Dessì, portati avanti dalla Prof.ssa Anna Dolfi, sono sfociati in numerose pubblicazioni, curate dalla Firenze University Press, che continuano a mantenere viva l’attenzione su questo “figlio di Sardegna”: un personaggio di primo piano per quanto attiene la cultu-ra italiana nel mondo.


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