Middle East Now, premio Miglior Film a “Wajib” della palestinese Annemarie Jacir

Si è chiuso con un ottimo riscontro di pubblico e di stampa il festival sul Medioriente contemporaneo, “Middle East Now Award”, diretto da Roberto Ruta e Lisa Chiari, inserito nella Primavera di Cinema Orientale.
Il premio per il film più votato dal pubblico è stato assegnato a “Wajib” della regista palestinese ospite del festival, Annemarie Jacir. Il film è un ironico e toccante road-movie, che esplora la complessità del rapporto tra un padre e un figlio ormai quasi estranei – gli attori Saleh e Mohammad Bakri, due star del cinema arabo – alle prese con il “wajib”, la consegna a mano delle partecipazioni al matrimonio della figlia più piccola, e uscirà nelle sale italiane in questo mese di aprile distribuito da Satine Films.

La giuria composta dagli studenti della New York University di Firenze ha premiato con il “Best Short Film by NYU Firenze” il cortometraggio “Men’s Barbershop” di Mishal Al Hulail, “storia semplice e originale che presenta con passione un aspetto della quotidianità, grazie a una tecnica eccellente e a un’estrema capacità attoriale”. E una menzione speciale è stata assegnata al cortometraggio “Captain Diaa” del regista siriano Yusuf Aljundi.

La quarta edizione del premio “Best OFF”, conferito da OFF Cinema al miglior cortometraggio d’autore, scelto da una giuria composta dai registi Bartolomeo Pampaloni e Samuele Alfani, e dall’archeologo Anacleto D’Agostino, va a “One Day in Aleppo” di Ali Alibrahim. “Per il coraggio e la forza espressiva data dalla vicinanza con cui il regista sceglie di raccontare il quotidiano martirio subito dall’indifesa popolazione civile, in una nazione abbandonata a sé stessa. In un ambito articolato come quello del Cinema Orientale, con cinematografie che hanno alle spalle vicende storiche, politiche e sociali molto distanti tra loro, di cui teniamo a sottolineare la grande vitalità, la crescente maturità espressiva e la comune voglia di raccontare territori e popolazioni che fino ad oggi non hanno avuto molte occasioni per poter esprimere punti di vista locali ed autoriali, abbiamo scelto un cortometraggio che sicuramente potrà rimanere a testimonianza della realtà mediorientale del 2017, per la sua capacità di aprire uno squarcio su una realtà dolente, fungendo da atto artistico e politico e permettendoci di vedere da vicino situazioni lontane, con uno sguardo umano ed empatico”.

Una menzione speciale è inoltre andata a “The Day we Left Aleppo” di Hassan Kattan, “per la sensibilità con cui ritrae il dramma di una città sotto assedio, attraverso la vita, i sentimenti, la storia di due ragazzi, nell’atmosfera sospesa dell’attesa e nel momento decisivo della partenza”.

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