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‘Budhia Singh. Born to run’ vince il River to River 2016

È Budhia Singh. Born to run, di Soumendra Padhi, biopic sul più giovane maratoneta al mondo, il film vincitore del River to River Award come miglior lungometraggio  alla sedicesima edizione del River to River Florence Indian Film Festival, che si chiuso a La Compagnia giovedì 8 dicembre.

Il film ripercorre la vita dell’atleta Budhia Singh, che nel 2006, all’età di soli 4 anni, aveva percorso 65 km in 7 ore e 2 minuti, mentre a 5 anni era già stato già protagonista di 48 maratone. Il bambino, rimasto orfano, era stato preso sotto l’ala protettrice di un allenatore di judo che scopre il suo ‘dono’ per puro caso, dopo avergli ordinato, come punizione, di correre intorno ad un edificio. Budhia è entrato così nel libro dei Guinnes dei primati indiano, il Limca Book of Records.

La giuria popolare, composta dal pubblico votante in sala, ha assegnato il premio per il miglior documentario a Cities of Sleep di Shaunak Sen, che affronta il problema della “mafia del sonno” in India, attraverso le immagini delle vite di Shakeel e Ranjeet, due senzatetto messi duramente alla prova dalle pressioni della mafia e i monsoni, che trasformano quella del sonno in una questione di vita o di morte.

Premio miglior cortometraggio a Anurag Verma & Ishan Sharma per The Day He Sleeps, che racconta di un gigante delle multinazionali che, in un futuro distopico, vuole privatizzare i sogni, luogo dove ci si può sentire liberi.

“È stata un’edizione  pop, divertente, animata, diversa dalle altre” –  ha dichiarato in chiusura del festival la direttirce Selvaggia Velo. “Non c’è dubbio che Kabir Bedi, ospite del festival, abbia contribuito al successo della sedicesima edizione, svoltasi per il primo anno in una nuova sede, Casa del cinema della Toscana. Abbiamo avuto un pubblico eterogeneo, che, grazie anche al mito di Sandokan, ha visto partecipare per la prima volta persino i più piccoli. Ma anche quest’anno il River to River non finisce qui: appuntamento con il best of a Milano, dal 3 al 5 febbraio allo Spazio Oberdan“.

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