60/mo Festival dei Popoli: “Sans frapper” e tutti i film premiati

Ada ha 19 anni e una sera accetta l’invito a cena da parte di un uomo che conosce e dal quale è attratta. Va tutto molto in fretta e lei non riesce a reagire. Corpo e mente sono sconvolti. Nonostante ciò, o forse a causa di quello, ritorna da lui due volte. La sua storia si intreccia ad altre, ognuna diversa ma allo stesso tempo uguale nel suo orrore, nella sua follia e quotidianità.

Il documentario “Sans frapper” di Alexe Poukine si aggiudica il Premio al Miglior Lungometraggio del Concorso Internazionale al 60/mo Festival dei Popoli.

Il premio (8.000 euro) è stato assegnato dalla giuria internazionale, composta da Enrica Capra (Italia), M. Cem Öztüfekçi (Serbia), Éva Tourrent (Francia), con la seguente motivazione: “come giuria, all’unanimità, desideriamo esprimere la nostra gratitudine per questo magistrale esempio di cinema dell’essenziale. Gradualmente, una testimonianza intima diventa un’esperienza collettiva, in cui vediamo come il potere patriarcale crei un dominio fatto di abusi.

“Sans frapper” usa il reenactment e la testimonianza diretta per trasformare i protagonisti e il pubblico, coinvolgendo tutti (al di là del genere), intellettualmente ed emotivamente, in un viaggio che spinge a confrontarsi con una violenza intrinseca che ci viene proposta come norma sociale. Siamo convinti che questo film rimarrà una pietra miliare nella storia del cinema”.

 

I premi al miglior medio e corto sono andati rispettivamente a “This Film is About Me” di Alexis Delgado Burdalo e “All Cats are Grey in the Dark” di Lasse Linder

La targa Gian Paolo Paoli assegnata a “My English Cousin” di Karim Sayad

Il premio “Imperdibili” è andato a “Caterina” di Francesco Corsi .

La giuria internazionale, inoltre, ha assegnato una menzione speciale al documentario “Non è sogno” di Giovanni Cioni (Italia, 2019)

Il Premio “POPOLI doc – CG Entertainment” del Concorso Italiano, è stato assegnato dalla giuria composta da Clara Visintini, Elisa Baldini e Jacopo Sgroi, a “Vulnerabile Bellezza” di Manuele Mandolesi (Italia, 2019)

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