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05 Giugno 2023

[Lo schermo dell’arte per Secret Florence 2023] Mathieu Amalric: tre film su John Zorn

In anteprima italiana i tre film che l’attore e regista francese Mathieu Amalric ha dedicato a John Zorn, sassofonista, clarinettista e compositore americano, tra i più influenti e geniali musicisti della scena contemporanea. Alla presenza del regista.

LUNEDì 5 GIUGNO 2023

Respiro, energia, colore. Difficile trovare parole migliori per descrivere i tre film su Zorn realizzati dall’attore e regista Mathieu Amalric.
Lo schermo dell’arte li propone in anteprima italiana a La Compagnia nell’ambito di Secret Florence. I tre film saranno proiettati per la prima volta in Italia nella loro sequenza temporale alla presenza del regista.

INGRESSO GRATUITO SU PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA QUI
Fino ad esaurimento dei posti disponibili


Chi è Mathieu Amalric

Vincitore come miglior attore di tre Premi César per i film Comment je me suis disputé… (ma vie sexuelle) (1997), I re e la regina (2005) e Lo scafandro e la farfalla (2008), ha lavorato con i maggiori registi tra i quali Julian Schnabel, Wes Anderson, Roman Polański, Steven Spielberg. È uno dei protagonisti dell’ultimo film di Nanni Moretti Il sol dell’avvenire, oggi nelle sale italiane. Come autore, nel 2010 ha vinto il premio per la miglior regia al Festival di Cannes con il film Tournée. Tra i suoi film più recenti sono Barbara (2017), Serre moi fort (2021), Maîtres anciens (2022).


Come nasce la trilogia di Zorn

Amalric conosce Zorn nel 2008, quando quest’ultimo lo coinvolge come voce narrante della sua opera Shir Hashirim (The Song of Songs) che debutta al Festival “Jazz à la Villette” di Parigi nel 2009. Dopo quel primo incontro, inizia a filmare Zorn per realizzare un documentario commissionato dal canale televisivo Arte, ma si rende conto ben presto che è difficile sintetizzare in un unico racconto il suo straordinario e poliedrico approccio musicale.

Amalric segue quindi Zorn ad ogni occasione possibile cogliendo con grande sensibilità il suo processo creativo. Da solo alla videocamera e al suono, l’attore e regista francese filma il compositore, a cui è legato da un profondo rapporto amicale ed artistico, durante le prove, le registrazioni in studio, i concerti e in momenti di vita privata, in una continua ricerca volta a cogliere l’essenza di questo grande artista del nostro tempo.

Nasce così una trilogia di film, tutt’oggi un work in progress, pensati per essere proiettati durante i concerti di Zorn, e poi presentati in numerosi festival cinematografici, tra cui Cinéma du Réel/Parigi, DocLisboa, FiFA/Montréal.


Programma della giornata


18.00

Zorn I (2010 – 2016)

di Mathieu Amalric, 2016, 54min (vo: inglese; st: francese)

Ogni episodio ci mostra un aspetto differente dell’universo Zorn: Zorn I raccoglie numerosi momenti e frammenti filmati in anni e luoghi diversi, simile nella sua costruzione ad uno spartito musicale. Non c’è niente di pianificato in questo film, è tutto tenuto insieme dalla passione gioiosa di Zorn. E poi ci sono i grandi che lo accompagnano: Bill Frisell, Mike Patton, Dave Douglas, Joey Baron, Marc Ribot, Greg Cohen, Bill Laswell, Brian Marsella.


19.30

Zorn II (2016 – 2018)

di Mathieu Amalric, 2018, 59min (vo: inglese; st: francese
)

Zorn II  è il più intimo dei tre episodi nel quale alle riprese si sovrappongono inserti di testo, parole chiave scritte dallo stesso musicista. Amalric è ormai letteralmente rapito da Zorn, camera  a mano e immagini dense di emozione ne racconta lo spirito creativo, l’atmosfera che crea nelle sue sessioni. Lo ascolta, ogni tanto interviene con una apparizione improvvisa o un commento. Per tutta la durata del film si ha l’impressione di assistere ad un rituale magico, con ampi riferimenti alle radici ebraiche della musica di Zorn.


21.00

Conversazione con Mathieu Amalric

Con Enrico Romero (Controradio, Firenze Jazz Festival)


21.30

Zorn III (2018 – 2022)

di Mathieu Amalric, 2022, 78min (vo: inglese; st: francese, italiano)

L’ultimo Zorn III  si concentra sulle prove di un’unica opera, Jumalattaret, e nella relazione (anche epistolare) tra Zorn e la soprano Barbara Hannigan, stella mondiale della musica contemporanea. Jumalattaret è un ciclo di canzoni composto da John Zorn ispirato al Kalevala, un poema epico finlandese che narra le gesta di creature mitologiche che non temono la violenza e non conoscono barriere umane o naturali. Un componimento insidioso, tecnicamente al limite delle possibilità umane e vocali, nella cui parte pianistica spicca Stephen Gosling. Un focus sul complicatissimo processo espressivo nel quale emerge la visione di Zorn: abbandonare l’idea di un’esecuzione perfetta per raggiungere un livello più profondo e umano.

 

 

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