La 47° edizione del festival chiude con grandi numeri e grandi ospiti
Si è conclusa, domenica 25 ottobre, la 47° edizione del Festival di Cinema e Donne, dedicato alla cinematografia femminile. A La Compagnia di Firenze, cinque giorni di cinema che ha visto la presenza in sala di migliaia di spettatrici e spettatori, e ospitato grandi maestre del cinema e nuove voci del cinema internazionale.
Una manifestazione che conferma il proprio ruolo di riferimento per il cinema delle registe, unendo qualità della proposta e partecipazione del pubblico al dialogo continuo tra autrici, esperienze e generazioni.
A trionfare è Sad Girlz, primo lungometraggio della regista messicana Fernanda Tovar, un racconto di formazione che intreccia amicizia, consenso e sorellanza. Al centro della storia, Paula e “La Maestra”, due sedicenni e promesse del nuoto unite da un’amicizia simbiotica. Quando Paula vive un’esperienza traumatica il loro legame entra in crisi, una cerca il silenzio per elaborare il dolore, l’altra pretende giustizia rompendo il muro dell’omertà. Un esordio intimo e sensibile che esplora le diverse reazioni al trauma nel passaggio all’età adulta, raccontando con delicatezza il peso del silenzio e la potenza del supporto reciproco.
Ad assegnare il premio, la giuria composta dalla critica letteraria e cinematografica Daniela Brogi, dalla regista e attrice Caroline Deruas Peano e da Giuliana Fantoni, presidente nazionale della FICE – Federazione Italiana Cinema d’Essai, con la seguente motivazione “Sad Girlz di Fernanda Tovar è un’opera sulle ambiguità e la violenza che attraversano i corpi adolescenti, è un film che ci interroga sul consenso e la consapevolezza; che mette in scena l’amicizia come relazione tra donne che si guardano e si salvano. Ha fiducia nel potere del cinema e dello sguardo femminile.“
La sorellanza raccontata dal film vincitore è stata anche il filo conduttore del Festival; riconoscersi nel lavoro delle altre, condividere domande e creare le condizioni perché nuove voci possano trovare spazio. Con la direzione artistica di Camilla Toschi e l’organizzazione dell’Area Cinema di Fondazione Sistema Toscana, nell’ambito della 50 Giorni di Cinema a Firenze, questa edizione ha costruito attraverso i film e gli incontri un percorso tra memoria, relazioni e nuove possibilità di racconto. Dichiara Camilla Toschi: “Siamo molto felici del successo di questa edizione, che ha segnato un importante passo avanti per il Festival, anche in termini di presenze. Ci dà particolare soddisfazione la partecipazione di tanti giovani, che portano nuovi sguardi e nuove domande. È un risultato che dobbiamo al lavoro della nostra squadra, alle autrici che ci affidano le loro storie e a un pubblico attento e curioso, che le accoglie e le arricchisce nel dialogo. In questo incontro sta la forza del Festival: dare spazio e visibilità al cinema delle donne, creando occasioni di confronto, scoperta e crescita collettiva.“
Inoltre, il Festival ha avuto l’onore di ospitare grandi nomi del cinema internazionale, a partire da Jane Campion che ha partecipato alla serata inaugurale in conversazione con Francesca Manieri, presentando Orlando di Sally Potter. La Campion è poi tornata sul palco in dialogo con Piera Detassis, per il trentesimo anniversario di Ritratto di signora, la cui proiezione ha inaugurato la retrospettiva dedicata alla cineasta. A Firenze sono arrivate anche Céline Sciamma e Adele Tulli, protagoniste della conversazione Riscrivere lo sguardo, e la regista Francesca Archibugi con la montatrice Gabriella Guglielmi, autrici di Carla Lonzi. Dentro e fuori dal mondo. Presente anche Kasia Smutniak, in concorso con Mustang insieme alla sceneggiatrice Marella Bombini, alla montatrice Ilaria Fraioli e alla nepalese Kunzom Thankuri. In sala anche la regista Paloma Schneideman, che ha presentato il suo film Big Girls Don’t Cry.
Anche quest’anno è stata rinnovato l’appuntamento con L’Assemblea, progetto nato da un’idea di Jasmine Trinca, per condividere le difficoltà professionali e individuare strategie comuni e rafforzare la rete delle professioniste. Un confronto arricchito dal panel “Cercando la parità: l’esperienza di Dones Visuals in Spagna”, con Yolanda Olmos e Carlotta Schiavon, moderato da Adele Tulli.