Un itinerario visivo attraverso la filmografia di uno dei padri del Nuovo Cinema Tedesco. Cinque tappe fondamentali per comprendere un trentennio di ossessioni visive, erranze geopolitiche e geometrie dello sguardo.
Il cinema di Wim Wenders non si interroga semplicemente sul mondo; si interroga sul modo in cui lo guardiamo. Fin dai suoi esordi, il regista tedesco ha concepito l’inquadratura come un’estensione della pittura con altri mezzi, un luogo geometrico in cui il tempo e lo spazio si fondono attraverso il movimento. Dalla New Hollywood alla frammentazione dell’Europa moderna, Wenders ha trasformato il road movie da semplice genere a vera e propria categoria filosofica: un viaggio dove l’erranza geografica specchia lo sradicamento identitario e la crisi della memoria collettiva.
Questa rassegna celebra la sua instancabile ricerca formale attraverso cinque opere, restituite alla loro originaria purezza visiva grazie ai restauri digitali in 4K della Wim Wenders Stiftung. Un’occasione unica per riscoprire un cinema inteso come spazio di libertà assoluta e perenne meraviglia dello sguardo.
Una rassegna distribuita da CG Entertainment in collaborazione con Lumière & Co. e Cinemaundici e CatPeople.
dal 19 giugno al 20 settembre biglietto a €3,50 grazie all’iniziativa Cinema Revolution
PROGRAMMA
Non bussare alla mia porta
(Don’t come knocking, Germania, 2005, 123’ – v.o. sott. italiano) – v. restaurata 4K
GIOVEDÌ 16 LUGLIO, ORE 15.30
MARTEDÌ 21 LUGLIO, ORE 19.00
DOMENICA 26 LUGLIO, ORE 17.00
Howard Spence, una vecchia stella del cinema western in declino, fugge improvvisamente dal set del suo ultimo film per rifugiarsi dalla madre. Qui scopre di avere un figlio mai conosciuto, nato da una vecchia relazione, e intraprende un viaggio nel passato per tentare di dare un senso al presente.
Vent’anni dopo Paris, Texas, Wenders ritrova Sam Shepard per una potente decostruzione del mito americano della frontiera e del West. Gli spazi sconfinati, premiati con l’European Film Award per la fotografia di Franz Lustig, diventano specchio del rimorso e del vuoto interiore. È una meditazione lirica sulla paternità e sul tempo, che dimostra come per Wenders il viaggio rimanga l’unico strumento di redenzione.
L’amico americano
(Der amerikanische Freund, Germania, 1977, 121’ – v.o. sott. italiano) – v. restaurata 4K
VENERDÌ 17 LUGLIO, ORE 15.30
GIOVEDÌ 23 LUGLIO, ORE 19.00
MARTEDÌ 28 LUGLIO, ORE 17.00
Jonathan Zimmermann, un pacifico corniciaio di Amburgo affetto da un male incurabile, viene agganciato dalla malavita per compiere un doppio omicidio in cambio di denaro per la sua famiglia. Dietro l’operazione si muove l’ambiguo mercante d’arte Tom Ripley, che finirà per aiutarlo quando il gioco diventerà letale.
Tratto da Patricia Highsmith, questo noir esistenziale consacra Wenders e firma una spietata riflessione sulla colonizzazione dell’immaginario europeo da parte di quello americano. Il film opera un cortocircuito cinefilo unico, inserendo nei ruoli di gangster i registi Nicholas Ray e Samuel Fuller. Il restauro esalta le vertigini cromatiche di Robby Müller, sospese tra classicismo hollywoodiano e rigore formale tedesco.
Alice nella città
(Alice in den Städten, Germania Ovest, 1974, 108’ – v.o. sott. italiano) – v. restaurata 4K
SABATO 18 LUGLIO, ORE 20.00
MERCOLEDÌ 22 LUGLIO, ORE 15.00
VENERDÌ 31 LUGLIO, ORE 17.00
Il giornalista Philip Winter vaga per gli Stati Uniti scattando Polaroid, incapace di scrivere il suo reportage. Costretto a rientrare in Europa, si ritrova ad accompagnare la piccola Alice alla ricerca della nonna tra le città industriali della Ruhr. Durante il viaggio, la diffidenza iniziale tra i due si trasforma in un profondo affetto.
Considerato da Wenders il suo vero esordio, il film codifica i canoni della Trilogia della strada e la figura dell’alter ego Rüdiger Vogler. La magistrale fotografia in bianco e nero di Robby Müller trasforma il paesaggio autostradale in uno spazio mentale. È una riflessione seminale sul potere delle immagini e sull’impossibilità di catturare la realtà se non attraverso lo smarrimento esistenziale.
The Million Dollar Hotel
(Germania/USA, 2000, 123’ – v.o. sott. italiano) – v. restaurata 4K
DOMENICA 19 LUGLIO, ORE 15.30
VENERDÌ 24 LUGLIO, ORE 17.00
GIOVEDÌ 30 LUGLIO, ORE 19.00
In un hotel fatiscente di Los Angeles vive una comunità di reietti ed eccentrici sbandati. Quando uno degli ospiti, figlio di un miliardario, muore cadendo dal tetto, l’agente speciale Skinner dell’FBI irrompe in questo microcosmo per indagare, scontrandosi con il candore del sognatore Tom Tom e dell’instabile Eloise.
Orso d’Argento alla Berlinale e nato da un soggetto di Bono, il film è una ballata visiva notturna e crepuscolare sulla marginalità urbana. Wenders contamina il noir e il melodramma, orchestrando le inquadrature sulle musiche di Brian Eno e Daniel Lanois. Il restauro esalta il formato anamorfico originale di Phedon Papamichael, trasformando l’hotel nel teatro di una struggente e poetica umanità.
Lisbon Story
(Germania, 1994, 104’ – v.o. sott. italiano) – v. restaurata 4K
LUNEDÌ 20 LUGLIO, ORE 17.00
SABATO 25 LUGLIO, ORE 15.00
LUNEDÌ 27 LUGLIO, ORE 19.00
Il tecnico del suono Philip Winter raggiunge Lisbona su invito dell’amico regista Friedrich Munroe. Trova la città deserta e un film incompiuto: Friedrich si è bloccato nel tentativo utopico di catturare immagini pure con una vecchia cinepresa a manovella, ignorando un secolo di storia del cinema.
Scritto per il centenario della settima arte, il film è un vibrante saggio metacinematografico sul primato del suono e sulla responsabilità etica dello sguardo. Attraverso i microfoni di Winter e le note dei Madredeus, Wenders indaga lo statuto dell’immagine nell’era della sua riproducibilità. Il restauro fa risplendere il contrasto tra il colore del 35mm e il bianco e nero d’epoca, offrendo un inno poetico a un’Europa senza frontiere.