dal 30 maggio 2020

Linguaggio audiovisivo contemporaneo

Un ciclo di microlezioni, con proiezione di un film a seguire, con le quali affronteremo un discorso sull’immagine nel cinema contemporaneo, partendo dall’analisi dell’opera di alcuni importanti autori contemporanei.
Ingresso (film + approfondimento): 3.99€


1° appuntamento

Sabato 30 maggio, ore 21.00
Domenica 31 maggio, ore 17.00 (replica)

Pablo Larraín

Scegliendo Pablo Larraín come primo appuntamento della rassegna inauguriamo un percorso attraverso quella che può essere ancora definita “autorialità”. Un linguaggio, appunto, quello di Larraín che prende forma tra il 2008 e il 2012 con la Trilogia del Cile (Tony Manero, Post-Mortem e No – I giorni dell’arcobaleno) e rappresenta uno dei punti di vista più lucidi e spietati sul regime di Pinochet, dalla società lobotomizzata in cui si muove il protagonista del primo capitolo alla rinascita gioiosa di No, passando per l’anatomia (non solo metaforica) di Salvador Allende.

Dal film successivo in poi, Il club (2015), il cinema di Larraín si articola maggiormente e il “gioco” intellettuale dell’autore (secondo Juri Saitta, critico di Mediacritica e autore di Il cinema di Pablo Larraín, ed. Il Foglio) diventa più esplicito e, forse, anche più ambizioso. La sua cifra autoriale non ha bisogno di scendere a compromessi ma, semplicemente, di trovare la sua voce all’interno di storie tra loro diversissime. Entrambi i film usciti nel 2016 ne portano traccia, i personaggi risultano indistinguibili dalle figure storiche che impersonano ma le modalità di ripresa e racconto tendono più al fantastico che al documentario: se, infatti, Neruda è il sogno dello scrittore, Jackie è un valzer onirico che la protagonista balla fino a perdersi.

In questa primo appuntamento vedrete Neruda, il film più sperimentale di Larraín, dove la storia vera della clandestinità del sommo poeta cileno, inseguito dal suo Doppelgänger il prefetto Óscar Peluchonneau, è lo spunto per la costruzione di un nuovo mito, di un sogno o di una poesia.

Neruda
di Pablo Larraín, 2016, Cile/Arg/Spa/Fra, durata: 107 min.
in collaborazione con CG Digital

È il 1948 e la Guerra Fredda è arrivata anche in Cile. Il senatore Pablo Neruda accusa il governo di tradire il Partito Comunista e rapidamente viene messo sotto accusa dal presidente Videla. Il Prefetto della Polizia, Óscar Peluchonneau, viene incaricato di arrestare il poeta. Neruda e l’artista Delia del Carril, sua moglie, scelgono così la strada dell’esilio.


 

 

2° appuntamento

Sabato 6 giugno, ore 21.00
Domenica 7 giugno, ore 17.00 (replica)

Roy Andersson

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