14-18 novembre 2018

Lo schermo dell’arte Film Festival 2018

Torna Lo schermo dell’arte Film Festival: progetto internazionale dedicato alle molteplici interazioni tra cinema e arte che riunirà un ricco programma di film realizzati da artisti, documentari, cortometraggi, incontri con autori e curatori, workshop.

INGRESSO

14 novembre
Peter Greenaway. The Open Air (lecture) + 100 Piper e Zeus Machine (proiezioni): € 10 intero/ € 8 ridotto

dal 14 al 18 novembre
pomeridiano € 5 intero/ € 4 ridotto
serale € 7 intero/ € 5.50 ridotto
giornaliero € 10 intero/ € 8 ridotto
abbonamento € 40

 


FESTIVAL TALKS

Mercoledì 14 , 19.00 | Cinema La Compagnia
Lecture Peter Greenaway. Walking to Paris
Il regista Peter Greenaway presenta in una lecture il progetto del suo prossimo film Walking to Paris.


Giovedì 15, ore 15.45 | Cango Cantieri Goldonetta
Lecture di Rä di Martino
L’artista italiana Rä di Martino, alla quale è dedicato il Focus 2018, presenta il suo lavoro sulle
relazioni tra cinema e arti visive.


Venerdì 16, ore 15.45 | Palazzo Medici Riccardi – Sala Luca Giordano
Feature Expanded. European Film Strategies
Tavola rotonda: Touching The Real. Documentary in Contemporary Art Practice
L’utilizzo del cinema documentario da parte degli artisti contemporanei come mezzo privilegiato per indagare e raccontare il mondo che ci circonda. Saranno presenti gli artisti ospiti del programma del festival, tra cui Gabrielle Brady.


la mostra

Le Murate. Progetti Arte Contemporanea
14 – 18 novembre 2018 (orari: 11.00 – 19.30)

European Identities New Geographies in Artists’ Film and Video

a cura di Leonardo Bigazzi | ingresso gratuito
Le opere dei 12 artisti della VII edizione di VISIO. Partendo dalla diversità di culture e nazionalità dei partecipanti, la mostra riflette su una nuova identità artistica europea riunendo video, film e video installazioni che rappresentano la varietà di mezzi e formati utilizzati nella pratica video contemporanea. Con questa mostra Lo schermo dell’arte prosegue il proprio impegno rivolto alla promozione e produzione delle opere di una nuova generazione di artisti che lavorano con le moving images.
Inaugurazione: martedì 13, ore 18.00


 

PROGRAMMA

 

mercoledì 14

19.00 | Festival talk
Lecture Peter Greenaway. The Open Air
Il regista inglese Peter Greenaway, autore di celebri film quali I misteri del giardino di Compton House (1982), Il ventre dell’architetto (1987), Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante (1989), Nightwatching (2007), presenta in una lecture il progetto del suo prossimo film Walking to Paris. È il racconto del viaggio che, tra il 1903 e il 1904, il ventisettenne Costantin Brancusi intraprese a piedi dalla Romania, suo paese natale, per raggiungere Parigi, sua città d’elezione che lo vedrà affermarsi come massima figura del rinnovamento dell’arte del Novecento.

21.00
100 Piper. Breve storia del Piper di Torino (1966-1969) in 100 frammenti di Rä di Martino, Italia, 20’ – vo: italiano st: inglese
Anteprima alla presenza dell’artista
100 Piper è il nuovo documentario sperimentale che Rä di Martino ha dedicato al leggendario Piper Club di Torino. In questo film l’artista interpreta in chiave personale le atmosfere della celebre discoteca attraverso una riattivazione di materiali di archivio e una raccolta di memorabilia unici provenienti da testimoni diretti di quella esperienza.

21.40
Zeus Machine di Zapruder, 2018, 77’ – vo: italiano; st: inglese – Anteprima alla presenza degli artisti
Questo film nasce come progetto installativo multicanale articolato in 12 episodi dedicati alla figura di Ercole, l’eroe delle leggendarie fatiche. Nel richiamarsi alla superficie sfaccettata del mito, ogni episodio apre uno scorcio su un nuovo territorio: un’impresa sempre differente che celebra il mito dell’eroe, in insolite ed attuali declinazioni. I personaggi sono per lo più persone comuni che, accogliendo divertite e seriamente il nesso con Ercole, nella determinazione di voler andare fino in fondo, si fanno interpreti autentiche del richiamo eroico, in continua tensione tra la vetta dell’Olimpo e la sfera terrena.


giovedì 15

18.00
Witkin & Witkin di Trisha Ziff, Messico, 2017, 93’
vo: inglese, spagnolo, st: inglese, italiano
prima italiana
I gemelli Witkin si raccontano davanti alla telecamera di Trisha Ziff. Pittore l’uno, fotografo l’altro, il loro lavoro è accomunato da uno stile oscuro, dall’interesse per i temi della morte e della malattia. Per la prima volta le loro opere sono state esposte insieme al museo Cuatro Caminos di Città del Messico nel 2016 dove è stato girato questo film dai toni intimi e riflessivi.

19.40
FOCUS ON Rä di Martino
alla presenza dell’artista
Between, 2001, 6’ vo: inglese; st: italiano
La camera, 2006, 10’46’’ vo: italiano; st: inglese
August 2008, 2009, 5’14’ vo: inglese; st: italiano
Copies récentes des paysages anciennes, 2012, 8’20’’ vo: arabo; st: italiano, inglese
Authentic News of Invisible Thing, 2014, 5’24’’ vo: inglese; st: italiano
Poor Poor Jerry, 2017, 7’ vo: inglese; st: inglese, italiano

21.00
Ceremony di Phil Collins, Regno Unito, 2017, 67’
vo: inglese, tedesco, ucraino; st: inglese, italiano
Prima italiana alla presenza dell’artista
Phil Collins, artista britannico nominato al Turner Prize nel 2006, scava nella storia della città di Manchester, e intraprende un viaggio alla ricerca del filosofo tedesco Friedrich Engels, autore insieme a Karl Marx del Manifesto del Partito Comunista nel 1848. Recuperata una statua intatta del pensatore in una cittadina dell’Ucraina, Collins decide di trasportarla attraverso l’Europa per porla nel centro di Manchester, la città in cui Engels visse e dove maturò il suo pensiero politico.

22.20
White City di Dani Gal, Germania, 2018, 25’
vo: tedesco; st: inglese, italiano
prima italiana alla presenza dell’artista
L’artista israeliano si interroga su come abbia origine il processo di memorizzazione della storia, personale e collettiva. White City è costruito intorno alla complessa personalità di uno dei padri fondatori del pensiero Sionista, Arthur Ruppin, il cui interesse per la scienza della razza spiega il motivo della visita, qui messa in scena dal regista, che nei primi anni ’30 fece all’antropologo tedesco Hans F.K. Günther, il quale più tardi avrà una grande influenza sul pensiero razziale nazista.

23.00
Jaar, Lament of the Images di Paula Rodríguez Sickert, Cile, 2017, 77’
vo: spagnolo, inglese; st: inglese, italiano
Alfredo Jaar, che nel 2009 ha presentato allo Schermo dell’arte il suo film Le Ceneri di Pasolini, torna come protagonista e unica voce narrante nel bel film della regista Paula Rodrìguez. In questo documentario che utilizza materiali d’archivio e riprese nel suo studio e nella sua abitazione, e che abbraccia più di 40 anni di carriera dell’artista cileno, egli parla delle modalità del suo lavoro, concentrandosi su alcuni dei suoi progetti più conosciuti.


venerdì 16

18.00
SuperDesign. Italian​ ​Radical​ ​Design​ ​1965-1975 di Francesca​ ​Molteni​, Italia, 2017, ​63’​ ​
vo: italiano, inglese; st: italiano
alla presenza della regista
Superdesign ripercorre la storia del movimento radicale italiano che tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento rivoluzionò sul piano internazionale il concetto di design e di architettura. Attraverso interviste ai suoi protagonisti tra i quali Archizoom Associati, Piero Gilardi, Studio 65, Lapo Binazzi, Superstudio, Gianni Pettena, il film ricostruisce, anche attraverso preziosi materiali d’archivio, una stagione di turbolenza artistica e utopia critica nella quale l’architettura e il design vennero reinterpretati e furono strumenti di critica alla società.

19.20
Wild Relatives di Jumana Manna, Germania, Libano, Norvegia, 2018, 69’
vo: arabo, inglese, norvegese; st: inglese, italiano
prima italiana alla presenza dell’artista
Giovani ragazze siriane che vivono nei campi profughi nella valle della Bekaa, in Libano, lavorano come raccoglitrici di semi nei campi di grano appartenenti a ICARDA (Centro Internazionale di Ricerca Agriculturale nelle Zone Desertiche). Nel 2013 ICARDA ha trasferito la sua banca di semi provenienti da tutto il mondo a Longyearbyen, in Norvegia. Il film dell’artista americana affronta il dibattuto tema dell’ambiente e apre uno spazio di riflessione sulla biodiversità, la resilienza e il cambiamento climatico.

21.00
Kusama – Infinity di Heather Lenz, Stati Uniti, 2018, 76’ – vo inglese; st: italiano – prima italiana
Yayoi Kusama ha quasi 90 anni. Dopo 30 anni vissuti in un istituto psichiatrico in Giappone – fin da bambina soffre di allucinazioni, manie ossessive-compulsive e depressione – e dopo almeno un ventennio di anonimato, l’artista giapponese è oggi considerata una delle maggiori figure della scena contemporanea mondiale. Il film si sviluppa tra le interviste agli amici, ai collaboratori, agli studiosi e colleghi del mondo dell’arte, e contiene numerosi estratti dal suo diario e dalle sue lettere, comprese quelle che da giovanissima inviò alla grande artista americana Georgia O’Keeffe.

22.30
Moriyama-San di Ila Bêka e Louise Lemoine, Francia, 2017, 63’ – vo: inglese; st: italiano
alla presenza di Ila Bêka
Yasuo Moriyama, eremita urbano di Tokyo, in tutta la sua vita non ha mai lasciato la città in cui è nato e cresciuto. Vive oggi in una casa considerata uno degli esempi più importanti dell’architettura giapponese contemporanea realizzata dall’architetto Ryūe Nishizawa. Il film è la cronaca dei giorni trascorsi da Ila, uno dei due autori, in compagnia di Yasuo, nel suo piccolo mondo lontano dall’idea di comfort occidentale e scandito da riti quotidiani che il signor Moriyama compie con regolarità e dedizione.


sabato 17

18.00
The End of Fear di Barbara Visser, Paesi Bassi, 2018, 70’ – vo: olandese; st: inglese, italiano
prima italiana alla presenza dell’artista
È conosciuto come uno dei peggiori crimini nella storia dell’arte contemporanea: lo scempio del dipinto Who is Afraid of Red, Yellow and Blue III dell’astrattista americano Barnett Newman. Nel 1986 un uomo entra allo Stedelijk Museum di Amsterdam e con un coltello riduce in brandelli la grande tela. Più di venticinque anni dopo Barbara Visser ricostruisce la vicenda montando materiali di archivio con la voce di Newman, interviste d’epoca all’allora direttore del museo e a critici, storici dell’arte, impiegati del museo, fin anche allo stesso attentatore.

19.30
New Palermo Felicissima di Jordi Colomer, Italia, 2018, 21’ – vo: italiano; st: inglese – alla presenza dell’artista
L’artista, che ha rappresentato la Spagna alla scorsa Biennale di Venezia, torna con un nuovo progetto commissionato da Manifesta 12, ideando una visita su barca che parte dalla caletta Sant’Erasmo a Palermo. A bordo ci sono esponenti di diverse comunità della città accompagnati da una guida straniera, l’attrice Laura Weissmahr, che recita al microfono testi scritti dallo scrittore palermitano Roberto Alaimo. Una visita alternativa e non priva di un certo humour di una parte della città che per molti anni è stata trascurata, mai citata dalle autorità pubbliche e omessa nelle guide turistiche.

21.00
Feature Expanded > Premiazione

a seguire
Island of the Hungry Ghosts di Gabrielle Brady, Germania, Regno Unito, Australia, 2018, 94’
vo: inglese, francese, farsi, mandarino, hokkien, cantonese; st: inglese, italiano
prima italiana alla presenza dell’artista
A Christmas Island, piccola isola australiana situata nel mezzo dell’Oceano Indiano, ogni anno 50 milioni di granchi rossi si muovono dal cuore della giungla per raggiungere il mare. Sulla stessa isola migliaia di migranti in cerca di asilo vengono detenuti per un tempo indeterminato in strutture di massima sicurezza. La regista osserva da vicino la tragedia di persone profondamente sofferenti, sottomesse e rese impotenti dalle autorità, separate con la forza dai loro cari.

23.15
Art in the XXI Century: Berlin di Rafael Salazar e Ava Wiland, Stati Uniti, Germania, 2018, 56’’
vo: inglese; st: italiano
Berlino è diventata una mèta di riferimento e un rifugio per artisti di tutto il mondo, una zona in cui convergono sperimentazione, espressione individuale e influenze di ogni genere. Qui vediamo all’opera artisti che lì vivono: gli svedesi Hans Berg e Nathalie Djurberg, il danese Olafur Eliasson, l’iracheno Hiwa K, e la scozzese Susan Philipsz.


DOMENICA 18

18.00
The Price of Everything di Nathaniel Kahn, Stati Uniti, 2018, 99’ – vo: inglese; st: italiano
prima italiana
Il film indaga i motivi che hanno trasformato il mondo dell’arte in un mercato multimilionario riunendo interviste a curatori, collezionisti, art dealers e artisti tra i quali Jeff Koons e Larry Poons: un mondo per molti versi superficiale, dove capolavori vecchi e nuovi sono venduti a prezzi dieci volte più alti di quelli che avrebbero avuto solo quindici anni fa. Ma l’arte è davvero qualcosa che si può valutare con il denaro?

19.45
Monelle di Diego Marcon, Italia, 2017, sonoro, 16’
alla presenza dell’artista
Alcune ragazze giacciono addormentate nella Casa del Fascio di Terragni a Como. Alcune inquietanti figure animate in CGI intente in attività misteriose si aggirano nello spazio. Esse sono visibili soltanto nei momenti in cui le immagini vengono rivelate dalla luce di un flash. Poi questa si spegne e le rigetta nell’oscurità.

20.20
Blue di Apichatpong Weerasethakul, Francia, Thailandia, sonoro, 2018, 12’16’’
prima italiana
Una donna giace sveglia in mezzo alla notte. Fuori è allestito un set con fondali rappresentanti due paesaggi che si alternano a significare lo stato intermedio tra sogno e realtà. In questo corto, l’artista e filmmaker thailandese condensa le atmosfere surreali tipiche del suo cinema simulando uno scenario in cui i paesaggi dipinti rappresentano la possibilità di cambiare ciò che vediamo quando ci troviamo tra il sonno e la veglia.

20.35
Who was the last to have seen the horizon? di Driant Zeneli, Italia, 2018, sonoro, 6’15”
prima mondiale alla presenza dell’artista
Cinque personaggi finiscono con il perdersi nell’orizzonte, fluttuando in un ambiente alieno, oscuro e silenzioso. Zeneli utilizza le immagini in movimento per avverare sogni che da sempre fanno parte dell’immaginario collettivo.

21.00
VISIO > Young Talent Acquisition Prize

a seguire
Love, Cecil di Lisa Immordino Vreeland, Stati Uniti, 2017, 98’ – vo: inglese; st: italiano
prima italiana alla presenza della regista
Il fotografo, scrittore, vincitore di Oscar Cecil Beaton ha da sempre incarnato i più significativi cambiamenti culturali e politici del XX secolo. La regista di Peggy Guggenheim: Art Addict ha messo insieme preziosi materiali d’archivio e fotografie per realizzare il ritratto sincero di una personalità complessa e un talento unico.

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