20-22 febbraio 2020

I luoghi dei racconti – La percezione dell’architettura

Tre giorni di cinema, incontri, presentazioni, mostre, contributi video promossi da Accademia delle Arti e del Disegno Firenze e da Fondazione Architetti Firenze, Institut Français Firenze, Fondazione Sistema Toscana, Accademia di Belle Arti di Firenze e ALA Assoarchitetti (Dedalo Minosse Cinema).

L’architettura è il luogo che ci appartiene come quotidiano teatro della vita, eppure sfugge alla nostra attenzione, mentre i luoghi modellano silenziosamente e profondamente le relazioni e le persone. L’architettura, più di ogni altra arte, definisce, o meglio è “a nostra insaputa” il nostro pianeta.
Per cominciare a rendercene conto può essere utile uno strumento di racconto “immediato”, emozionale, di apprendimento istintivo: il cinema appunto, che parlando in obliquo di architettura, riattivi la consapevolezza e la percezione di quello che è già, da sempre, intorno a noi e nel nostro quotidiano. L’architetto deve essere quindi autore e sceneggiatore, raccontare storie che verranno e  sono state.


PROGRAMMA

20 FEBBRAIO 2020

ORE 18.30 | PRESENTAZIONE DELLA RASSEGNA

a seguire

ORE 18.30 |COLUMBUS di Kogonada (USA, 2017, 104′)
Le architetture contemporanee di Columbus, città considerata “la mecca del modernismo” di metà ‘900 sono l’inedito veicolo per indagare le complesse dinamiche del rapporto tra genitori e figli e l’intima paura di questi ultimi di perdersi. Per il regista Kogonada, “l’architettura è la via d’accesso a un modo di vedere” e il suo film indaga assenza e presenza riferendosi a principi spaziali quali vuoto e volume, interrogandosi sul senso profondo degli edifici, sul linguaggio architettonico e sulla capacità dello spazio di curare le persone, educandone i comportamenti e influenzarne le vite.

 

 

ORE 21.30 | IO SONO L’AMORE di L. Guadagnino (Italia, 2009, 120′)
Disegnata da Piero Portaluppi negli Anni ’30, Villa Necchi Campiglio rappresenta alla perfezione l’impeccabile compostezza di una famiglia dell’alta borghesia milanese. Come quest’ultima, la lussuosa raffinatezza di ambiente e superfici s’incrina all’arrivo dell’amico di uno dei figli, un giovane di cui la madre s’innamora al punto di lasciarsi ogni cosa alle spalle per l’incontaminata campagna ligure. Il film di Luca Guadagnino insiste sulla contrapposizione tra l’architettura di Milano e i suoi interni, inquadrati e presentati in modo filologico, e la più spontanea e vitale natura rurale ligure.

 


22 FEBBRAIO 2020

ORE 17.30 | EL HOMBRE DE AL LADO di M. Cohl e G. Duprat (Argentina,2009, 110′)
L’apertura di una finestra lungo il muro perimetrale di Casa Curutchet, l’unica opera realizzata da Le Corbusier in Sud America, scatena un dissidio tra vicini che ripropone il rapporto tra l’architettura contemporanea, intesa come l’opera di un artista, e le esigenze basilari dell’abitare, dove la luce solare è una necessità primaria delle persone. Il confronto serrato tra architettura, l’arte dello spazio, per rendere ognuno più consapevole delle ragioni e dei bisogni dell’altro.

 

 

ORE 19.30 | FOCUS SU LA PERCEZIONE DELL’ARCHITETTURA E I LUOGHI DEI RACCONTI

 

ORE 21.30 | PARASITE di Bong Joon-Ho (Corea del Sud,2019, 132′)
Il film vincitore della Palma d’Oro a Cannes nel 2019 è una pièce teatrale sulla lotta di classe interamente articolata tra l’angusto, sporco, disordinato seminterrato dei Kim e l’ampia elegante minimalista casa dei Park, progettata da un’ideale archistar, dove la distanza verticale – tra il quartiere popolare e quello residenziale, seminterrato e collina, buio e luce – è coperta dalle scale che qui conducono anche a luoghi segreti nei quali si annidano oscure e inaspettate rivelazioni.

 

 


Programma degli eventi presso Institut Français Firenze QUI


INGRESSO: 5€ int/ 4€ rid

FacebookTwitterWhatsAppEmail