[Streaming in COMPAGNIA] Speciale 1° Maggio

Ne è passato di tempo da quando i fratelli Lumière piazzarono la cinepresa all’uscita della loro fabbrica a Montplaisir, periferia di Lione, per girare il celebre corto “L’uscita dalle officine Lumière”. Immagini entrate nella Storia, proiettate per la prima volta il 28 dicembre 1895. Da allora il cinema non si è mai fermato dall’osservare con occhi sempre diversi il mondo del lavoro, spesso in maniera critica, e per questo necessaria.

Con il tono della commedia o con quello della denuncia, sul grande schermo vengono affrontate le difficoltà del lavoratore nei confronti dei padroni, dei colleghi, della politica, del sistema.

Sono temi che non perdono mai di valore, anche a 125 anni dall’uscita di quella fabbrica.
Il mondo di oggi, mentre si scopre costretto ad esplorare le potenzialità dello smartworking, celebra l’importanza di alcune categorie di lavoratori che neanche una pandemia mondiale può permettersi di fermare. E il tema della tutela non deve finire in un cassetto per le logiche dell’emergenza.

In questo delirio il cinema per la prima volta si mette in stand by, sperimenta la via dello streaming, della sala virtuale, e si prepara ad una sfida che mai avrebbe immaginanto, anche solo qualche mese fa. Ma di una cosa siamo sicuri: questa pausa non fermerà gli autori di oggi dall’osservare quello che sta accadendo per raccontarlo, o gridarlo se necessario, nel cinema di domani.

 


In occasione del 1° maggio, festa dei lavoratori nata per ricordare l’impegno dei movimenti sindacali e gli obiettivi sociali ed economici raggiunti dai lavoratori dopo lunghe battaglie, abbiamo creato questo piccolo catalogo di titoli a tema che potete vedere gratuitamente in streaming in questi giorni.

“Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.”
(Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, 1948)

 


N.U. NETTEZZA URBANA
di Michelangelo Antonioni (1948)

Secondo documentario per il regista. Girato a Roma per seguire con uno spirito neorealista il quotidiano lavoro degli spazzini, ma con uno sguardo che fugge da una schematica riproduzione della realtà parlando del rapporto uomo-ambiente in un’ottica classista creando un discorso, politico e non solo cinematografico.

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SCIOPERO!
di Sergei Eisenstein (1925)

Il primo lungometraggio del regista avrebbe dovuto far parte di un ciclo di otto opere intitolato “Verso la dittatura” (sottinteso “del proletariato”), un progetto cinematografico dedicato al movimento rivoluzionario in Russia mai realizzato. L’opera, che mostra un interesse dichiaratamente didattico e propagandistico, senza togliere l’opportunità di ampi margini di sperimentazioni linguistiche, conferì una buona notorietà al regista, che nello stesso anno diresse il suo capolavoro “La corazzata Potëmkin”.

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LADRI DI BICICLETTE
di Vittorio De Sica (1948)

Il film può essere considerato un riferimento storico, il ritratto di  Roma nell’immediato dopoguerra. Comunemente riconosciuto come uno dei massimi capolavori del neorealismo cinematografico italiano, si presenta dunque come un manifesto sociale nel quadro del suo tempo, come opera cinematografica e come monumento della storia dell’arte generale.

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ROCCO E I SUOI FRATELLI
di Luchino Visconti (1960)

La storia di cinque fratelli lucani immigrati a Milano con la madre alla ricerca di fortuna dà modo al regista di realizzare un potente affresco, che ha i toni della tragedia greca, sullo sradicamento dei meridionali.

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LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO
di Elio Petri (1971)

Il regista non era interessato all’ideologia politica e voleva semplicemente fare un film che raccontasse la classe operaia in maniera onesta. Secondo capitolo della cosiddetta “Trilogia della nevrosi”, cinema filosofico e metafisico prima che politico, è dei tre quello che sente di più il passare del tempo, ma paradossalmente le contraddizioni di cui parla, sono le stesse di oggi. In anticipo sui tempi, Petri parlava – quasi alla Cronenberg – di identificazione tra macchina da fabbrica e corpo del lavoratore, con inevitabili riflessi sulla sfera psichica e sessuale.

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SUL SET DI NOVECENTO
di Giuseppe Bertolucci (1976)

Un documentario che racconta i giorni di riprese del film “Novecento” di Bernardo Bertolucci: una storia che racconta le lotte socialiste dei poveri contadini, lo scoppio della Grande Guerra, la nascita del fascismo e la sua ascesa al potere, la feroce guerra civile tra partigiani e fascisti: le ultime scene del film sono ambientate il 28 aprile 1945.

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