Nato a Shanghai nel 1927 da padre architetto francese, il primatista di immersione in apnea Jacques Mayol, giramondo, tuttofare, seduttore, studioso di comportamento dei mammiferi marini e curioso di spiritualità zen, ha tutte le caratteristiche per essere l’oggetto di una monografia per immagini. E il suo nome infatti ha conosciuto un picco di popolarità con Le grand bleu, il film di Luc Besson campione di incassi al box office francese. Suicidatosi nel 2001 all’Isola d’Elba, dove si era stabilito da metà anni ’70 e nelle cui acque stabilì molti dei suoi record di immersione in apnea, Mayol è ricordato con affetto, rispetto, ammirazione, in particolare per la sua attenzione verso le similitudini tra dimensione umana e marina: quel suo “riconoscersi” in un cetaceo, che gli vale un soprannome che ha affascinato molti, a partire dal libro omonimo, uscito nel ’79 e ripubblicato da Giunti come “L’uomo delfino.”