La regista presenta a Firenze il suo ultimo film, “La bolla delle acque matte”, insieme agli attori Jaele Fo e Fausto Russo Alesi
Fa tappa al cinema La Compagnia, giovedì 14 maggio, alle ore 21.00, l’ultimo film di Anna di Francisca, La bolla delle acque matte, che sarà presentato in sala dalla stessa regista, insieme agli attori protagonisti Fausto Russo Alesi e Jaele Fo. Il film arriva a Firenze dopo la presentazione al Bellaria Film Festival, grazie alla distribuzione di Incipit Film e in collaborazione con Kio Film. Regista, sceneggiatrice, documentarista, nota al grande pubblico per film di successo, tra cui “La bruttina stagionata”, Anna Di Francisca riprende la narrazione iniziata in “Evelyn tra le nuvole”, realizzando di nuovo una commedia ambientale-sentimentale, che vede protagonista una piccola comunità in Umbria, che vuole rinascere e ricominciare, all’indomani del terremoto che ha colpito duramente la loro terra.
Domanda. Le location scelte per il film, nei paesaggi montani in Umbria, sono di una bellezza mozzafiato e sono l’ambientazione idale per una storia di solidarietà e resilienza. Quanto è importante nel tuo film il set naturale che hai trovato?
Risposta. Il nome del film prende spunto dalle “acque matte” dei ruscelli carsici, le acque che vanno libere in tante direzioni e si mescolano in mille rivoli e ruscelli, proprio come avviene per le nazionalità del mio film, che si mescolano, e per le ricette del piccolo ristorante multietnico che nascerà. Una commistione di persone e culture, grazie al quale racconto un parallelismo tra chi ha perso tutto da migrante e chi ha perso tutto da terremotato. Abbiamo girato nella località umbra di Castelluccio, ferita prima dallo spopolamento e poi dal terremoto. Anche io vivo tra l’Umbria e Roma, il film racconta quindi una storia che sento molto vicina. Castelluccio inoltre era inoltre perfetta per un film basato sul “realismo magico”. E’ stato difficile girare, per questo non finirò mai di ringraziare la troupe e tutto il cast, compolto da Fausto Russo Alesi (che ha vinto il Premio Zefiro come migliore attore al Bellaria Film Festival), Jaele Fo, Luca Vasini, Sidy Diop, Igor Stamulak, Kel Giordano, Ida Sansone, Elvira Cuflic Basso, Jacob Olesen e Suleman Ahamed e una
D. Ne “La bolla delle acque matte” si riprende il filo della narrazione di “Evelyn tra le nuvole”?
R. Il mio nuovo film, come il precedente, propone in effetti una riflessione su ciò che è realmente importante nella vita, vale a dire il concetto di empatia, di accoglienza, soprattutto in un momento come questo, governato dall’egoismo e dalle guerre. Sentivo forte il desiderio di raccontare una fiaba che desse speranza, dove la costruzione delle case doveva andare di pari passo con la ricostruzione di un tessuto sociale, di una comunità. Sicuramente c’è un rapporto con “Evelyn tra le nuvole”, per la vicinanza al territorio, la centralità del paesaggio, anche se la storia è molto diversa.
D. Hai da sempre lavorato nel cinema italiano come regista, realizzando film di successo, come il tuo primo lungometraggio, “La bruttina stagionata”. Pensi di avere aperto la strada ad altre donne che si sono rivolte alla direzione dei film negli anni seguenti?
R. In effetti lavoro da parecchi anni nella regia e certamente ho dato un contributo allo sviluppo del cinema al femminile. Posso senza dubbio definirmi una persona molto determinata nel cercare di lavorare nella direzione dei film, ruolo che ho deciso di avere, e nell’affermare il mio stile.
Elisabetta Vagaggini
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