MA LA DIVISA DI UN ALTRO COLORE
La collina del disonore
di Sidney Lumet, 1965, Gran Bretagna, 122′ – v.o. sott. ita
INGRESSO: Unico 5€
Seconda guerra mondiale. Deserto del Nord Africa. In un campo di disciplina britannico vengono condotti cinque soldati colpevoli di vari reati, condannati dal tribunale militare. Un stile secco ed espressionista al servizio di un dramma teso e quasi privo d’azione, attraversato da una atmosfera oppressiva che denuncia i metodi sadici di uomini brutali o ciecamente obbedienti. La prima prova attoriale con cui Connery cercò di liberarsi dall’ipoteca di James Bond. Premio per la miglior sceneggiatura a Cannes.
PROGRAMMAZIONE
I pugni in tasca
di Marco Bellocchio, Italia, 1965, 110'
INGRESSO: 7€ intero/ 6€ ridotto
Tra gli Appennini piacentini, in una famiglia isolata e fragile, Alessandro, giovane epilettico soffocato dall’ambiente domestico, sviluppa un piano estremo per liberarsi della madre cieca e dei fratelli, che percepisce come un ostacolo a una realizzazione di sé che non sa bene neanche lui cosa sia. La sua ribellione, più autodistruttiva che liberatoria, trascina la famiglia e se stesso in una fine che non può essere che tragica.
PROGRAMMAZIONE
I pugni in tasca
di Marco Bellocchio, Italia, 1965, 110'
INGRESSO: 7€ intero/ 6€ ridotto
Tra gli Appennini piacentini, in una famiglia isolata e fragile, Alessandro, giovane epilettico soffocato dall’ambiente domestico, sviluppa un piano estremo per liberarsi della madre cieca e dei fratelli, che percepisce come un ostacolo a una realizzazione di sé che non sa bene neanche lui cosa sia. La sua ribellione, più autodistruttiva che liberatoria, trascina la famiglia e se stesso in una fine che non può essere che tragica.
PROGRAMMAZIONE
I pugni in tasca
di Marco Bellocchio, Italia, 1965, 110'
INGRESSO: 7€ intero/ 6€ ridotto
Tra gli Appennini piacentini, in una famiglia isolata e fragile, Alessandro, giovane epilettico soffocato dall’ambiente domestico, sviluppa un piano estremo per liberarsi della madre cieca e dei fratelli, che percepisce come un ostacolo a una realizzazione di sé che non sa bene neanche lui cosa sia. La sua ribellione, più autodistruttiva che liberatoria, trascina la famiglia e se stesso in una fine che non può essere che tragica.