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Maggio 2026
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21:00
CARLO RAMBALDI. LA MATERIA DEI SOGNI

Possession

di Andrzej Żuławski, 1981, 124’ – v.o. eng sott ita

INGRESSO: 7€ intero/ 6€ ridotto

Nel capolavoro disturbante di Żuławski, Rambaldi realizza una delle sue creature più oscure, astratte e simboliche: il feticcio tentacolare con cui la protagonista (Isabelle Adjani) consuma la sua deriva psicotica e passionale. Lontano dai grandi apparati hollywoodiani, qui l’effetto speciale abbandona lo spettacolo per farsi manifestazione fisica del trauma e del desiderio. Rambaldi ideò una creatura viscosa, pulsante e dotata di un movimento biomimetico che trasmette una sensazione di vita repulsiva ma innegabile. Il suo lavoro fu cruciale per rendere credibile l’orrore metafisico: la creatura non è un semplice mostro, ma un simulacro organico che evolve insieme alla follia dei protagonisti, dimostrando come la tecnica potesse piegarsi anche al cinema d’autore più estremo, viscerale e filosofico.


19:00
CARLO RAMBALDI. LA MATERIA DEI SOGNI

Incontri ravvicinati del terzo tipo

di Steven Spielberg, 1977, 135’ – v.o. eng sott. ita

INGRESSO: 7€ intero/ 6€ ridotto

Creando l’alieno Puck — una creatura diafana, gracile e dai movimenti gentili — Rambaldi rompe con l’iconografia del mostro invasore per abbracciare quella del visitatore benevolo. Progettò un sistema di articolazioni facciali così sofisticato da permettere all’alieno di sorridere e comunicare con meraviglia, trasformando un ammasso di servomotori in un messaggero di pace. La sua capacità di infondere un’anima e una curiosità quasi umana nello sguardo di un essere sintetico fu la chiave del successo emotivo del finale, consolidando il suo ruolo di geppetto spaziale agli occhi di Hollywood.