Cinema e Memoria: tre film per non dimenticare

Alla Compagnia, domenica 27 gennaio, si celebra La Giornata Memoria con due film di autori toscani, che raccontano alcune drammatiche vicende realmente accadute, legate alle persecuzioni razziali  e alla barbarie dal nazismo.

Alle ore 17.00 in programma con Una donna poco più di un nome, di Ornella Grassi, film dedicato alla scienziata ebrea fiorentina Enrica Calabresi, insegnante e zoologa alla Specola e  all’Università di Pisa. Una donna coraggiosa che ha vissuto nella Firenze fascista, rifiutando di nascondersi e rifugiarsi in Svizzera, come i fratelli, e che si tolse la vita avvelenandosi prima di essere deportata ad Auschwitz.

Il film prevede parti di fiction, parti documentali originali di quel periodo e testimonianze inedite, come quelle della nipote del direttore del carcere di Santa Verdiana, degli scienziati della Specola, di Pisa e di Udine, della famiglia Calabresi e dello scrittore Paolo Ciampi, che su di lei ha scritto libro Un nome, un libro per Enrica Calabresi.  Non solo un reportage giornalistico, quindi, ma un vero e proprio film che, attraverso il coinvolgimento emotivo di immagini e musiche, riesce a toccare il cuore dello spettatore e a far capire tutto l’orrore delle leggi razziali. Spettacolo ad ingresso libero, alla presenza della regista e del rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei.

Alle 19.30, Pentcho, documentario di Stefano Cattini sulla Shoah: la storia di 500 Ebrei che, in fuga dalla barbarie nazista, cercano di raggiungere la Palestina per poi trovare la definitiva salvezza a bordo di un improbabile battello fluviale, il Pentcho.

Un viaggio della speranza, tra sofferenze ed imprevisti, tra amori e dolori, che si arena nell’Egeo, all’epoca zona di guerra sotto il controllo italiano. Il regista Stefano Cattini, a quasi 80 anni di distanza da questi eventi poco noti, ripercorre lo stesso viaggio del Pentcho, per scoprire una vicenda che ha tanto da raccontare anche oggi. Il film si è aggiudicato il Premio Gli Imperdibili alla 59a edizione del Festival dei PopoliPer aver portato all’attenzione di tutti una storia poco conosciuta ma di grande impatto e attualità. Un bell’esempio di come il documentario possa raccontare storie, catturare l’attenzione e suscitare emozioni anche in un pubblico vasto”. La proiezione di domenica 27, ore 19.30 sarà introdotta da Alberto Lastrucci (Direttore del Festival dei Popoli) e dal regista Stefano Cattini.

Ma la giornata di proiezioni dedicata alla Memoria vede in programma anche un film dedicato ad un tragico evento:  alle ore 15.00 sarà proiettato il film Il sole sulla pelle, di Massimo Bondielli, dedicato alla Strage di Viareggio del 2009, che causò la morte di 32 persone. Il documentario ha una struttura narrativa costruita intorno alla potenza emotiva del ‘personaggio’ Marco Piagentini, superstite della strage, e dei familiari delle vittime che lottano al suo fianco. Un film che si focalizza sulla dimensione umana e materiale, sconvolgente ed inaccettabile, di quanto accaduto. Un documentario che va ad indagare sul rapporto che ognuno di noi ha con il dolore, le grandi paure e i grandi sogni.

Il progetto di un film sulla strage di Viareggio è iniziato nel 2014 e ha visto dapprima la realizzazione di un cortometraggio dal titolo Ovunque proteggi”, che ha ottenuto diversi riconoscimenti (26 selezioni a festival nazionali ed internazionali e 9 premi) tra i quali la Menzione Speciale ai Nastri d’Argento 2017.  Massimo Bondielli, nel 2018, ha poi terminato la lavorazione del lungometraggio Il sole sulla pelle, scritto e prodotto insieme a Gino Martella, e realizzato grazie al sostegno dell’associazione Il Mondo che Vorrei, di Toscana Film Commission, de L’Aura Scuola di Cinema di Ostana e alle tante associazioni italiane e cittadini che hanno contribuito alla campagna di crowdfunding sulla piattaforma Produzioni dal Basso.

La proiezione sarà alla presenza del regista e il dibattito a seguire sarà moderato dalla giornalista Ilaria Giannini (autrice del libro “I treni non esplodono. Storie dalla strage di Viareggio” Piano B, 2016).

 

 

 

 

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