Selezionato alla 76ª Berlinale, l’esordio del cileno Juan Pablo Sallato analizza i meccanismi dell’obbedienza e del dissenso militare nei giorni drammatici del golpe di Stato al governo Allende.
Cile, settembre 1973. All’indomani del colpo di Stato guidato da Augusto Pinochet, Jorge Silva, capitano dell’Aeronautica ed ex capo dell’intelligence, riceve dai propri superiori l’ordine di trasformare l’accademia aeronautica in un centro di detenzione provvisorio per i prigionieri politici. Inserito improvvisamente negli ingranaggi della macchina repressiva del neonato regime, Silva si ritrova di fronte a un drastico bivio etico, costretto a misurare il limite della propria obbedienza istituzionale rispetto alla gravità degli abusi che si consumano all’interno della struttura.
Basato su una rigorosa ricostruzione documentale, il film sceglie di esplorare i meccanismi della dittatura da un punto di vista insolito e rimosso: lo sguardo interno dei militari dissidenti. La regia evita la retorica della cronaca storica per concentrarsi sulla claustrofobia psicologica di un uomo diviso tra il dovere e la propria coscienza. L’estetica si fonda quindi su geometrie nette e un bianco e nero profondo, scelte visive che amplificano la tensione etica e il progressivo isolamento del protagonista, interpretato con misurata fermezza da Nicolás Zárate.
Un dramma politico rigoroso e teso, strutturato per restituire sul grande schermo tutta la forza dei suoi contrasti formali e narrativi.

REGIA: Juan Pablo Sallato
ANNO: 2026
PAESE: Italia, Cile
DURATA: 83 minuti
dal 19 giugno al 20 settembre biglietto a €3,50 grazie all’iniziativa Cinema Revolution
proiezioni in v.o. spagnolo con sottotitoli in italiano