29 febbraio 2020

[Lino Capolicchio a La Compagnia] D’amore non si muore + La casa dalle finestre che ridono

In occasione dell’uscita della sua autobiografia “D’Amore Non Si Muore”,  un incontro con l’attore, sceneggiatore e regista Lino Capolicchio, il quale ripercorrerà la sua carriera e la sua vita.

Tra gli attori italiani più rappresentativi della vecchia generazione, Lino Capolicchio, è stato uno dei protagonisti dello sperimentalismo e della militanza del cinema italiano degli anni Settanta. Dopo aver esordito come attore teatrale al Piccolo Teatro di Milano nella compagnia di Giorgio Strehler, si affaccia al mondo del cinema recitando per Edmo Fenoglio, Franco Zeffirelli, Roberto Faenza, Dino Risi, Giuseppe De Santis, Carlo Lizzani e ottiene riconoscimento internazionale con la sua interpretazione nel film Premio Oscar Il Giardino Dei Finzi Contini di Vittorio De Sica. Si avvicina anche al cinema di genere mantenendo una certa attenzione alle interpretazioni e al rapporto con gli autori. Inizia così una prolifica collaborazione con il regista Pupi Avati a cominciare dal suo primo horror: La casa dalle finestre che ridono.(cameralook.it)


Programma

SABATO 29 FEBBRAIO

 

ORE 19.00| SALETTA MY MOVIES 

Presentazione, alla presenza dell’autore, del libro D’amore non si muore di Lino Capolicchio; edito da Bianco e Nero-CSC e Rubettino editore.
250 pagine di scritto personale, tra racconto intimo e cinematografico, dove la narrazione si accompagna molto anche alle immagini (provenienti dalle collezioni della Cineteca Nazionale e dell’archivio personale di Capolicchio stesso).
Alla presenza dell’autore Lino Capolicchio. Modera il critico cinematografico Gabriele Rizza.

INGRESSO LIBERO

 


 

ORE 21.00| SALA GRANDE

Un giorno come un altro di Leandro Giribaldi
con Lino Capolicchio, Maurizio Lombardi, Laura Buono, Massimo Tarducci. Italia 2004; b/n; 15′
Con la partecipazione dell’attore e autore Lino Capolicchio e del regista Leandro Giribaldi. Presenta il critico Gabriele Rizza.

Nell’Austria dei primi del ‘900, la storia d’amore fra Emil e Annette, le lettere, l’attesa, gli incontri, la passione. Finché un giorno d’estate il marito di Annette, ignaro e tradito, va a trovare Emil al caffè. Un breve apologo sull’illusione dell’amore, sulla felicità, sulla vanità della vita, tratto dal racconto “L’eredità”, di Arthur Schnitzler.

A SEGUIRE

La casa dalle finestre che ridono di Pupi Avati
con Lino Capolicchio, Francesca Marciano, Gianni Cavina, Giulio Pizzirani, Bob Tonelli. Italia 1976; col.; 110′

Il quinto film di Pupi Avati si è guadagnato sul campo i galloni di cultmovie. Horror originale e fascinosamente inquietante, rappresenta un tassello importante, e soprattutto non convenzionale, nella sconfinata, disordinata galassia del nostro cinema nero. Nei primi anni Sessanta, un restauratore, alle prese con un macabro San Sebastiano dipinto da un artista locale morto suicida 30 anni prima, scopre un passato di riti satanici e sacrifici umani che sarebbe stato meglio non aprire. Il film ha il merito di aver inventato un genere personale e autoctono, il gotico padano. Protagonista non secondaria è infatti l’ambientazione, la placida e solare provincia ferrarese, che ospita una vicenda di perversione, atroci segreti e omertà. Un classico della paura non toccato dallo scorrere del tempo. Premio della critica al Festival du Film Fantastique di Parigi 1979.

INGRESSO: 5€ intero/ 4€ ridotto/ Gratutito con IOinCOMPAGNIA

FacebookTwitterWhatsAppEmail