Un poliziotto ossessionato dalla giustizia e un sistema che crolla sotto il peso delle proprie disfunzioni: il regista di “Calvaire” torna con un crime thriller ispirato a uno dei casi più oscuri degli anni ’90.
Belgio, 1995. La scomparsa di due bambine scuote l’opinione pubblica e scatena una frenesia mediatica senza precedenti. Paul Chartier, giovane e impulsivo agente di polizia appena reclutato, viene assegnato a un’unità segreta creata per sorvegliare un pericoloso molestatore sessuale: l’operazione prende il nome in codice di “Maldoror”. Quando l’indagine viene affossata dalle rivalità tra i diversi corpi di polizia e dalle falle del sistema giudiziario, Chartier, esasperato dai limiti dell’apparato legale, intraprende una caccia solitaria che lo spingerà oltre ogni confine morale e legale.
Il film è liberamente ispirato alla vicenda del cosiddetto “Mostro di Marcinelle”, il caso di cronaca nera che sconvolse l’Europa negli anni Novanta. Il titolo del film richiama i Canti di Maldoror di Lautréamont, in cui il male e il nichilismo prendono forma: nel film di Du Welz quel nome diventa un codice operativo e insieme un presagio. Il regista belga, che aveva vent’anni quando lo scandalo esplose, ha raccontato di essere rimasto segnato da un caso in cui negligenze, omissioni e implicazioni istituzionali si intrecciarono in modo scioccante, un trauma collettivo che la sua generazione non ha mai davvero elaborato. Più che ricostruire fedelmente la cronaca, il film si muove come un affresco sulle disfunzioni e i traumi collettivi di un intero paese, indagando la natura tentacolare del male attraverso lo sguardo di un investigatore che rischia di perdersi nella propria ossessione.

REGIA: Fabrice Du Welz
ANNO: 2024
PAESE: Belgio
DURATA: 155 minuti
dal 19 giugno al 20 settembre biglietto a €3,50 grazie all’iniziativa Cinema Revolution
proiezioni in v.o. con sottotitoli in italiano