Kore-eda Hirokazu firma un’elegante riflessione universale sulla perdita, la natura e il ciclo inesorabile dell’esistenza.
In un futuro prossimo, la vita dell’architetta Otone e di suo marito Kensuke viene stravolta dalla tragica perdita del figlio Kakeru. Per cercare di arginare un dolore, la coppia decide di accogliere in casa un sofisticato robot umanoide, costruito esattamente a immagine e somiglianza del bambino scomparso. Quella che inizialmente sembra un’illusione rassicurante si trasforma presto in un banco di prova. Costretti a confrontarsi quotidianamente con questa replica perfetta, marito e moglie dovranno fare i conti con i propri sentimenti, cercando un modo per lasciar andare il passato e accettare la perdita.
Accolto con grande interesse all’ultimo Festival di Cannes, il nuovo lavoro del regista giapponese parte da un inquietante spunto fantascientifico per tornare rapidamente sui temi a lui più cari: le complesse dinamiche familiari e l’elaborazione del lutto. Lontano dall’approccio occidentale che vede la tecnologia come un’inevitabile minaccia, il racconto abbraccia una prospettiva orientale molto più sfumata e spirituale. La narrazione, arricchita dalla misurata performance di Haruka Ayase, si sviluppa come un racconto allegorico in cui i confini tra ricordo e artificio diventano sempre più sfumati. La convivenza con la macchina non serve a cancellare il dolore, ma paradossalmente si rivela l’unico strumento possibile per affrontarlo.
NOTE DEL REGISTA
L’idea di questo film mi è venuta nella primavera dello scorso anno, quando mi sono imbattuto in un articolo di giornale su un’azienda cinese che utilizza l’intelligenza artificiale generativa per riportare in vita i defunti. Avevo sentito parlare di un progetto simile anche in Giappone, dove questa tecnologia era stata utilizzata per riportare in vita un famoso cantante scomparso per fargli interpretare una canzone inedita, cosa che ha suscitato reazioni molto contrastanti. Sebbene a mio parere la questione etica – A chi appartengono davvero i morti? – sia di grande rilevanza, capisco che quando perdi una persona cara provi il desiderio di rivederla, in un modo o nell’altro, e di dirle tutto ciò che non le hai potuto dire quando era in vita. (Hirokazu Kore-eda)

REGIA: Hirokazu Kore-eda
ANNO: 2026
PAESE: Giappone
DURATA: 126 minuti
INGRESSO: 7€ intero/ 6€ ridotto
Uno speciale biglietto super ridotto è previsto per:
– tesserati Firenze al Cinema, per alcuni spettacoli segnalati nella newsletter di Firenze al Cinema.
– tesserati IOinCompagnia (con tessera in corso di validità) che hanno esaurito i propri ingressi gratuiti.
dal 21 al 24 settembre biglietto a €3,50 grazie all’iniziativa Cinema in Festa
proiezioni in v.o. in giapponese con sottotitoli in italiano