novembre 2019
  • venerdì

    01/11/2019

  • sabato

    02/11/2019

  • domenica

    03/11/2019

  • lunedì

    04/11/2019

  • martedì

    05/11/2019

  • mercoledì

    06/11/2019

  • giovedì

    07/11/2019


11.00
60° Festival dei Popoli

How I Did It

Incontro pubblico con gli autori

15.00
60° Festival dei Popoli

First Love

di Krzysztof Kieślowski, Polonia, 1974, 52 minuti

Una giovane coppia, lei ancora minorenne. La ragazza scopre di essere incinta e di non poter interrompere la gravidanza. Lo sguardo attento di Kieślowski li segue in tutte le loro scelte, nelle pratiche quotidiane che costruiscono il loro rapporto, la loro storia d’amore. First Love è uno straordinario esempio del lavoro sul documentario di Kieślowski, un lavoro in cui in gioco c’è sempre la questione della vicinanza (non solo fisica) della macchina da presa ai corpi e ai soggetti filmati.


16.00
60° Festival dei Popoli

CERRO QUEMADO

di Juan Pablo Ruiz, Argentina, 2019, 60 minuti

Cerro Quemado è la storia di un viaggio di due donne, madre e figlia, per riunirsi con la nonna di quest’ultima, che da tempo vive isolata nelle montagne della provincia di Salta, in Argentina. Il film restituisce il respiro, la durata di questo lungo cammino, in cui tre generazioni di donne, appartenenti alla stessa etnia, si ritrovano, si confrontano, mettono in gioco le loro diverse scelte di vita.


17.15
60° Festival dei Popoli

Sandoval’s Bullet

di Jean-Jacques Martinod, Ecuador, 2019, 18 minuti

Vagando attraverso la foresta pluviale, Isidro e suo fratello si ricordano dei tempi in cui lui si è trovato faccia a faccia con la morte. “È possibile morire e non rendersene conto? Forse siamo già tutti morti”. L’arte cinematografica ha gli stessi limiti dell’uomo, e allo stesso tempo la capacità di illudere di poterli superare.


A seguire
60° Festival dei Popoli

All Cats are Grey in the Dark

di Lasse Linder, Svizzera, 2019, 18 minuti

Si fa chiamare “Catman”, l’uomo dei gatti. Christian infatti vive con le sue due gatte Marmelade e Katjuscha, e il trio è inseparabile. Desiderando di diventare padre, decide di far accoppiare l’amata Marmelade con un bellissimo gattone che viene da fuori. Un melodramma che racconta un rapporto fra umani e animali al di fuori delle convenzioni.

Alla presenza del regista


A seguire
60° Festival dei Popoli

Progresso Reinassance

di Marta Anatra, Italia, 2019, 20 minuti

Tre ragazzi passano l’estate tra il mare e le strade della cittadina sarda dove abitano, percorrendole in bicicletta, esplorando i sentieri in mezzo alla vegetazione, attraversando scheletri metallici e ciminiere. Riposano e prendono il sole dando le spalle a un enorme impianto industriale sfocato dalla calura e dalla grana delle immagini. Dove siamo è chiaro, ma il quando non lo è altrettanto: i tre ragazzi sembrano attraversare un tempo indefinito, in un continuo scambio tra presente e passato.

Alla presenza della regista.


18.45
60° Festival dei Popoli

Non è sogno

di Giovanni Cioni, Italia, 2019, 96 minuti

Cosa senti dentro di te? Quella è la verità. Ma non devi nominarla, perché appena la nomini svanisce. La recita della vita. Il mondo fuori. Fuori, in carcere. Un film nato dal Laboratorio Nuvole, iniziato a ottobre 2016 presso il carcere di Capanne (Perugia) ispirato a Cosa sono le Nuvole di Pier Paolo Pasolini e a La Vita è sogno di Pedro Calderòn de la Barca.

Alla presenza del regista.


19.00
60° Festival dei Popoli

Bowland VR

Saletta Mymovies

Dalle ore 19.00 alle 20.00


21.00
60° Festival dei Popoli

Cunningham 3D

di Alla Kovgan, Germania, Francia, USA, 2019, 93 minuti. Proiezione in 3D

Nel 2019 ricorre il centenario del leggendario coreografo americano Merce Cunningham. Questo poetico film ripercorre l’evoluzione artistica di Cunningham nell’arco di tre decenni densi di rischi e scoperte (1944-1972) a partire dai primi anni come ballerino che lotta per affermarsi nella New York del dopoguerra, fino a quando si impone come uno dei coreografi più visionari e influenti del mondo. Grazie alla tecnologia 3D la filosofia e le vicende di Cunningham vengono intrecciate, dando luogo a un percorso in profondità all’interno del mondo del coreografo.


11.00
60° Festival dei Popoli

How I Did It

Incontro pubblico con gli autori

15.00
60° Festival dei Popoli

This film is about me

di Alexis Delgado Burdalo, Spagna, 2019, 60 minuti

Renata e Alexis girano un film insieme. Renata è un personaggio magnetico, carismatico; è contenta di recitare per Alexis, ogniqualvolta quest’ultima viene a trovarla nel penitenziario che lei chiama “casa”. Su una cosa però Renata è meno aperta: l’omicidio che l’ha portata lì dentro. Il tormentoso, creativo ritratto di un rimpianto.
Alla presenza del regista.


16.30
60° Festival dei Popoli

Flesh

di Camila Kater, Brasile, Spagna, 2019, 12 minuti

Il corpo femminile deve subire innumerevoli giudizi, valutazioni, distorsioni prima di arrivare alla donna che lo possiede. Le richieste di adeguamento, di corrispondenza a standard astratti, le aspettative proiettate sul corpo hanno un impatto determinante nella percezione di sé. In questo breve film d’animazione, cinque donne di età diverse raccontano il loro rapporto con i ritmi biologici femminili: dall’infanzia all’età avanzata.

Alla presenza del regista.


A seguire
60° Festival dei Popoli

A Tiny Place that is Hard to Touch

di Shelly Silver, Giappone, USA, 2019, 39 minuti

In un anonimo appartamento nel quartiere di Tatekawa, a Tokyo, una donna americana assume una giapponese per farsi tradurre delle interviste riguardanti il decrescente tasso di natalità in Giappone. L’americana vanta una conoscenza del Giappone priva di fondamento; la giapponese soffre di un eccesso di distanza critica. Si irritano l’un l’altra, litigano, si scontrano per amore o lussuria; a questo punto la storia viene dirottata in territorio fantascientifico, con l’interprete che interrompe le sessioni di lavoro per raccontare di un mondo infettato dalla consapevolezza della propria rovina. Il quartiere in cui è ambientato il film ha già conosciuto la devastazione, essendo stato raso al suolo nella notte del 9 marzo 1945 dai bombardamenti americani.
Alla presenza della regista.


18.00
60° Festival dei Popoli

State Funeral

di Sergei Loznitsa, Paesi Bassi, Lituania, 2019, 135 minuti

5 marzo 1953: Stalin muore. Per giorni i cineopertori di Stato riprendono le manifestazioni, i riti, i discorsi, le reazioni che si muovono intorno ai funerali del dittatore sovietico. Loznitsa, quasi settant’anni dopo, ritrova l’enorme mole dei materiali giratie li ricostruisce - per la prima volta usando anche immagini a colori - in una nuova macchina del tempo e del ritmo che attraverso l’analisi del grande apparato della propaganda sovietica “aggredisce” e interpella lo spettatore di oggi.


19.00
60° Festival dei Popoli

Bowland VR

Saletta Mymovies

Dalle ore 19.00 alle 20.00


21.00
60° Festival dei Popoli

One More Jump

di Emanuele Gerosa, Italia, Svizzera, Palestina, 2019, 83 minuti

Jehad e Abdallah, due atleti di parkour, utilizzano le loro straordinarie doti acrobatiche per superare gli ostacoli con velocità ed eleganza. Un giorno il destino li ha divisi e oggi sono separati dal Mediterraneo. Jehad è ancora nella nativa Gaza, alleva la nuova generazione del Gaza Parkour Team e si arrovella per ottenere il passaporto. Abdallah vive e si allena a Firenze. One More Jump è il ritratto, doppio e speculare, di due esistenze difficili in cui sogni e speranze – ingredienti essenziali della gioventù – vengono messi a dura prova dai vincoli di un mondo in cui l’unica libertà.


11.00
60° Festival dei Popoli

How I Did It

Incontro pubblico con gli autori

15.00
60° Festival dei Popoli

In comparison

di Harun Farocki, Germania, Austria, 2009, 61 minuti

Dall’Africa all’Europa, il film mostra diverse tecnologie e pratiche nella costruzione dei mattoni, dal puro artigianato all’automazione robotica. Quello che può essere visto come un dettaglio marginale di una società – il mattone – diventa, attraverso il montaggio per corrispondenze di Farocki, un percorso per attraversare la molteplicità delle culture, le diversità nel rapporto con ciò che costituisce in senso originario il nostro rapporto con il mondo, l’abitare.


16.15
60° Festival dei Popoli

Our Defeats

di Jean-Gabriel Periot, Francia, 2019, 97 minuti

Guardando indietro al cinema della stagione politica del ’68 e guardando avanti alle interviste odierne con alcuni giovani a cui vengono mostrati estratti di film che saltano fuori dal passato, Nos Defaites ritrae il modo in cui i giovani si rapportano oggi alla politica. Abbiamo ancora abbastanza forza per reggere il caos di oggi? Il film è stato realizzato nell’ambito di un programma educativo insieme agli studenti di cinema della scuola superiore di Ivry-sur-Seine. Durante le riprese, alcuni di loro hanno recitato davanti alla camera, altri hanno fatto parte della troupe.


18.00
60° Festival dei Popoli

That which does not kill

di Alexe Poukine, Belgio, Francia, 2019, 85 minuti

Ada ha 19 anni. Un uomo che conosce la invita a cena e lei accetta. Va tutto molto in fretta e lei non riesce a reagire. Corpo e mente sono sconvolti. Nonostante ciò, o forse a causa di quello, ritorna da lui due volte, per affrontarlo. La sua storia si intreccia ad altre, ognuna diversa ma allo stesso tempo uguale nel suo orrore, nella sua follia e banalità.


19.00
60° Festival dei Popoli

Bowland VR

Saletta Mymovies

Dalle ore 19.00 alle 20.00


19.30
60° Festival dei Popoli

Theodor

di Maria Boldrin, Italia, 2019, 50 minuti

Theodor sta per compiere 5 anni, ma non solo. Sta per dirigere una parte del film che la sua amata Momo vuole girare su di lui e sul suo regno di sogni: l’appartamento all’ultimo piano dove vive con la famiglia. La videocamera è un nuovo, straordinario compagno di avventure. Bisonti da braccare e pinguini che si tuffano nello yogurt coesistono con l’aspirazione del piccolo regista a filmare ciò che la gente fa, a testimonianza di uno sguardo primigenio e assertivo sul reale degno degli albori del cinema.


21.00
60° Festival dei Popoli

Welcome to Sodom

di Florian Weigensamer e Christian Krönes, Austria, Ghana, 2018, 92 minuti

Agbogloshi, Accra si è dimostrato essere uno dei luoghi più velenosi al mondo. È la più grande discarica di rifiuti elettronici del pianeta. Circa 6000 donne, uomini e bambini vivono e lavorano qui. La chiamano “Sodoma”. Ogni anno circa 250.000 tonnellate di computer, smartphone, serbatoi di aria condizionata e altri dispositivi provenienti da un mondo lontano, elettrificato e digitalizzato, finiscono qui. Spediti illegalmente in Ghana.

in collaborazione con Fondazione Finanza Etica


11.00
60° Festival dei Popoli

How I Did It

Incontro pubblico con gli autori

15.00
60° Festival dei Popoli

I Have Seen Nothing, I Have Seen All

di di Yaser Kassab, Libano, Svezia, Siria, 2019, 19 minuti

Dopo tanto parlare della fine della guerra in Siria e dell’avvio della ricostruzione, Yaser e la sua famiglia si trovano costretti a occuparsi del trasferimento delle tombe dai parchi pubblici ad Aleppo. Migliaia di chilometri separano Yaser dai suoi geni- tori, poiché lui abita in un paese scandinavo. Le contraddizioni fra i due mondi si riflette sulle modalità di ciascuno di gestire l’accaduto.

alla presenza del regista


A seguire
60° Festival dei Popoli

Missed Embrace

di Faezeh Nikoozad, Germania, Iran, 2019, 53 minuti

Anni dopo la perdita dei genitori, avvenuta durante l’infanzia, Faezeh decide di riscoprire, attraverso la costruzione del racconto cinematografico, il suo passato. La regista intraprende una duplice indagine: una nel presente, incontrando le persone a lei vicine, l’altra nei ricordi di famiglia, riportando alla luce vecchie fotografie e home movies. Proprio nelle immagini private dei VHS Faezeh nota la presenza di un uomo sconosciuto che gradualmente si rivela aver avuto un ruolo fondamentale nella sua infanzia.

alla presenza del regista


16.45
60° Festival dei Popoli

By the name of Tania

di Bénédicte Liénard, Mary Jiménez, Belgio, Paesi Bassi, 2019, 85 minuti

By the Name of Tania è, come dice il titolo, un film che parla “a nome di”, e al tempo stesso “per mezzo di”; un film che raccoglie voci, testimonianze, tracce di esperienze collettive. Le esperienze sono quelle di tante ragazze peruviane costrette a prostituirsi mentre sono alla ricerca di condizioni migliori di vita. Le parole e i pensieri di Tania, il personaggio creato nel film, sono il risultato del montaggio dei loro pensieri, delle loro preoccupazioni, desideri, sogni, paure.

alla presenza dei registi


18.30
60° Festival dei Popoli

Reynard (Raposa)

di Leonor Noivo, Portogallo, 2019, 40 minuti

La regista Leonor Noivo e l’attrice Patrícia Guerreiro, per parlare del segreto che con- dividono e su cui si basa la loro amicizia, decidono di creare il personaggio di Marta, la protagonista del film. Il loro segreto è ciò che la medicina chiama anoressia e che le autrici di Raposa (che, in portoghese, significa volpe) considerano una possibilità di essere al mondo. Il rapporto con il proprio corpo, con lo spazio in cui esso vive, con il cibo che lo nutre, con i pensieri che lo abitano.

alla presenza della regista


A seguire
60° Festival dei Popoli

Moshta

di Daryanavard Talheh, Belgio, 2019, 59 minuti

Sulle spiagge dell’isola di Qeshm, nell’Iran meridionale, un gruppo di pescatori che fa ancora uso di tecniche arcaiche ha conservato un’enorme rete da pesca, chiamata “moshta”. Purtroppo, il mare ha quasi esaurito le riserve ittiche. Il paesaggio è di una bellezza poetica e senza tempo, ma la realtà di un mondo che cambia è molto dura. Il documentario, dedicato al padre del regista, si fa portatore dei suoi sentimenti più profondi, fra cui una grande empatia nei confronti di una comunità indifesa di fronte al mutare dell’economia e della natura.

alla presenza del regista


19.00
60° Festival dei Popoli

Bowland VR

Saletta Mymovies

Dalle ore 19.00 alle 20.00


21.30
60° Festival dei Popoli

The Cave

di Feras Fayyad, Danimarca, Germania, USA, Siria, Qatar, 2019, 95 minuti

Da Feras Fayyad (già nomination agli Oscar per il suo Last Men in Aleppo) un toccante racconto di guerra e resistenza vincitore del Premio del Pubblico al Toronto Film Festival.
Nell’ospedale siriano di Ghouta il personale medico e paramedico porta avanti i propri compiti in condizioni che vanno oltre ogni immaginazione. Ambulatori e sale operatorie, interamente sotterranei per resistere ai bombardamenti, sono angusti e perennemente affollati, i medicinali sono terminati e il cibo scarseggia. Tra le tante figure, emerge la giovanissima direttrice dell’ospedale, che guida il proprio team attraverso ogni tipo di difficoltà, non ultimo il preconcetto che una donna non debba avere simili occupazioni.


16.00
France Odeon 2019

Camille

di Boris Lojkine (Francia, 2019, 90’, v.o. ita e eng)

Giovane fotografa e giornalista idealista, Camille parte per la Repubblica Centrafricana per seguire la guerra civile che sta per iniziare. Quello che vede cambierà il suo destino.


17.30
France Odeon 2019

Un divan a Tunis

di Manele Labidi (Francia, 2019, 88’, v.o. ita e eng)

Selma Derwish, giovane donna cresciuta in Francia si laurea in psicoanalisi. Decide di tornare nella sua città d'origine, Tunisi, per aprire uno studio privato, ma la Tunisia reduce dalla Primavera araba non è la Francia e forse non è ancora pronta a una donna psicoanalista. Ben presto Selma si scontra con un ambiente per nulla favorevole: è così che la donna si imbatte in pregiudizi, caos e ignoranza, che finora non aveva mai preso in considerazione.


19.45
France Odeon 2019

Chambre 212

di Christophe Honoré (Francia, 2019, 86’, v.o. ita e eng)

Maria e Richard sono sposati da vent’anni. Una sera lui scopre che lei ha un amante: un suo studente dell’università. Non valgono a nulla le motivazioni che Maria adduce. Richard è sconvolto. Lei decide di trasferirsi senza andare troppo lontano: la stanza 212 dell’hotel di fronte casa. Da lì può avre euna visione a distanza sul consorte e sul suo matrimonio. Ma non sarà sola in questa riflessione.


22.00
France Odeon 2019

Le regard de Charles

di Marc Di Domenico (Francia, 2019, 83’, v.o. ita e eng)

Edith Piaf regala la sua prima videocamera a Charles Aznavour, un oggetto da cui non si separerà mai. Fino al 1982, il cantante e attore continuò a filmare ore di pellicola che costituiscono a oggi uno straordinario diario di vita, in cui sono impressi amori, lavori, successi, sacrifici, fallimenti e persino noia. Alcuni mesi prima della sua morte, Aznavour ha deciso di lavorare al materiale con Marc di Domenico per ricavare un film dai suoi film.


15.00
60° Festival dei Popoli

Rediscovery

di Phie Ambo, Danimarca, 2019, 77 minuti (età consigliata 11+)

47 bambini vengono lasciati liberi in uno spazio alla periferia di Copenaghen, dove la natura ha preso il sopravvento. È in questo luogo che, per dieci settimane, la natura sarà la loro insegnante. I protagonisti del film sono i bambini, accompagnati dalla voce della natura – narratrice d’eccezione in questo film – che racconta e pone domande: “Cosa significa imparare? Che cosa si impara quando sentiamo il vento tra i capelli o la pioggia sulle guance? Cosa hai sentito arrampicandoti e sedendoti in cima al mio castagno più alto? Cosa rimane di questa esperienza?”.


16.30
60° Festival dei Popoli

Medium

di Laura Cini // Concorso italiano Italia, 2019, 83 minuti

Tarika ha dedicato la vita ad imparare a gestire la sua capacità innata di comunicare con l’aldilà. Nel suo mondo entra Sirio, un uomo la cui vita è stata lacerata dalla tragica morte della moglie, e Nadia, una donna vibrante che nasconde un oscuro passato di famiglia. Grazie alle capacità di Tarika di varcare la soglia tra vita terrena e ultraterrena, Sirio e Nadia superano i loro limiti, ottenendo una seconda possibilità di affrontare alcuni problemi irrisolti con i loro defunti, che diventa il veicolo per prendere coscienza della loro natura più profonda e del loro viaggio come esseri umani.

Alla presenza della regista


18.15
60° Festival dei Popoli

Bowland VR

alla presenza degli artisti

A seguire
60° Festival dei Popoli

John & Yoko: above us only sky

di Michael Epstein, UK, 2018, 90 minuti

Above Us Only Sky rivela la profonda collaborazione creativa fra John Lennon e Yoko Ono nella produzione dell’album Imagine, rievocando quell’epoca ma anche mettendo in risalto quanto quella musica e quel messaggio parlino ancora al pubblico di oggi. Grazie alla piena cooperazione della John Lennon Estate e alla piena disponibilità di Yoko Ono, il film esamina come l’attivismo, la vita politica, la musica della coppia fossero intrinsecamente collegati. Grazie a filmati inediti di John e Yoko, interviste nuove e materiali d’archivio, il film illustra come il messaggio dell’album invitasse a una forma di impegno radicale e come quest’opera si rivela più attuale che mai.


21.00
60° Festival dei Popoli

Sea-Watch 3

di Jonas Schreijäg, Nadia Kailouli, Germania, 2019, 112 minuti

Arrestata dopo aver portato un gruppo di rifugiati sulla costa italiana, la capitana tedesca Carola Rackete ha fatto notizia a livello internazionale lo scorso giugno, quando ha attraccato la nave privata di salvataggio “Sea-Watch 3”, senza permesso, nel porto di Lampedusa. Ma che cosa era successo prima che si accendessero i riflettori dei media, durante le quasi tre settimane di stand-off in mezzo al Mediterraneo? Il documentario Sea-Watch3 porta lo spettatore il più vicino possibile agli eventi. I due registi erano a bordo fin dal primo giorno. Hanno girato quando l’equipaggio di Sea-Watch ha salvato 53 persone da un gommone, in mezzo al mare, quando la polizia italiana è salita a bordo alle 2 del mattino per consegnare un avvertimento personale di Matteo Salvini e – cosa più importante – hanno ascoltato i rifugiati raccontare da cosa erano fuggiti: gli
orrori raccapriccianti della Libia.

Alla presenza dei registi


15.00
60° Festival dei Popoli

Who Made You?

di Iiris Härmä, Finlandia, 2019, 55 minuti

“The uncanny valley”, in italiano “la valle perturbante”, è quell’area dell’Intelligenza Artificiale che si occupa di analizzare l’amabilità di robot sempre più antropomorfizzati insieme all’inesorabile senso di perturbante frustrazione derivata dal loro essere ‘quasi umani’. Who made you? ci conduce in Finlandia, Svezia, Spagna, Grecia e Giappone per esplorare lo scenario futuribile a partire dall’attuale stato della ricerca. A che punto è la sperimentazione robotica?


16.00
60° Festival dei Popoli

Mars, Oman

di Vanessa Del Campo Gatell, Belgio, 2019, 20 minuti

Degli astronauti mettono piede sulla terra rossa del deserto dell’Oman davanti agli occhi increduli dei beduini. Due liceali costruiscono castelli in aria. Un ragazzino si allena per saltare più in lungo possibile. Ciascun personaggio sembra chiedersi quale sia il suo ruolo nell’universo. Intrecciando abilmente i legami fra nomadismo, esplorazione, colonizzazione e desiderio di libertà, la regista compone un film sull’ingegno dell’uomo.
Alla presenza della regista.


17.00
60° Festival dei Popoli

Las hermanas de Rocinante

di Alexandra Kaufmann, Germania, Svizzera, 2019, 82 minuti

Per trovare un nome al cavallo, Don Chisciotte, impiega ben quattro giorni e quattro notti - racconta Cervantes - perché Ronzinante, un ronzino malandato, è forte e maestoso ai suoi occhi e deve perciò avere un nome degno di tanto vigore. A differenza di Don Chisciotte, Lois, proprietaria di un rifugio per cavalli maltrattati sulla Costa Blanca, in Spagna, sa bene che i suoi sono denutriti o in fin di vita ma, come il protagonista del celebre romanzo, non si arrende. A dispetto delle difficoltà economiche e familiari, cura i suoi cavalli stabilendo con loro un contatto amorevole e di fiducia profonda.

Alla presenza della regista


18.45
60° Festival dei Popoli

Tënk

Evento speciale

La prima piattaforma dedicata al documentario d’autore arriva in italia!


A seguire
60° Festival dei Popoli

Celebration

di Olivier Meyrou, Francia, 2018, 73 minuti

Mentre Yves Saint Laurent, tra i pù grandi stilisti parigini di alta moda, disegna i bozzetti della sua collezione finale, Pierre Bergé gestisce dietro le quinte una serie di eventi per celebrarlo come mito moderno. Immergendosi all’interno della casa di moda durante gli ultimi due anni di YSL, il documentarista Olivier Meyrou filma a coppia YSL-Bergé. In questo ritratto di quegli ultimi anni di YSL, il film offre una panoramica di osservazioni dietro le quinte, in cui Saint Laurent sembra fragile e a volte un po’ distante.


19.00
60° Festival dei Popoli

Bowland VR

Saletta Mymovies

Dalle ore 19.00 alle 20.00


21.00
60° Festival dei Popoli

A Dog Called Money

di Seamus Murphy, Irlanda, Gran Bretagna, 2019, 90 minuti

La cantautrice e musicista PJ Harvey e il pluripremiato fotografo Seamus Murphy hanno dato vita a una straordinaria collaborazione. In cerca di esperienze dirette su alcuni paesi sui quali intendeva scrivere, PJ Harvey ha accompagnato Murphy in viaggio in Afghanistan, Kosovo, Washington, per realizzare alcuni dei suoi reportage internazionali. Mentre Murphy raccoglieva immagini, la musicista raccoglieva parole. Una volta a casa le parole sono diventate poesie e canzoni, poi un disco, registrato alla Somerset House di Londra. In un ambiente costruito ad hoc, dietro uno specchio semiriflettente, il pubblico – dopo aver consegnato le proprie fotocamere – è stato invitato ad assistere alla produzione, che sarebbe durata cinque settimane, come fosse una scultura sonora live.


A seguire
60° Festival dei Popoli

19’40’’

Concerto

Enrico “Der maurer”Gabrielli (fiati) + Sebastiano DeGennaro (elettronica e percussioni) suonano musica scritta.