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Novembre 2026
  • venerdì

    06/11/2026

  • sabato

    07/11/2026

  • domenica

    08/11/2026

  • lunedì

    09/11/2026

  • martedì

    10/11/2026

  • mercoledì

    11/11/2026

  • giovedì

    12/11/2026


16:30
PROGRAMMAZIONE

Making Marie Antoinette

di Eleanor Coppola, 2026, Stati Uniti, 86' - v.o. sott. ita

INGRESSO: €7 intero /€6 ridotto

Eleanor Coppola rivolge la macchina da presa sulla figlia Sofia durante le lavorazioni di Marie Antoinette, catturando la nascita di una visione registica unica e monumentale a soli trentaquattro anni. Un racconto che si trasforma in una testimonianza di complicità familiare, arricchita dalle memorie d’archivio completate da Sofia a seguito della scomparsa della madre.


18:30
PROGRAMMAZIONE

L’impero dei sensi

di Nagisa Ōshima, Giappone, 1976, 102' - v.o. sott. ita

INGRESSO: 7€ intero/ 6€ ridotto

Tokyo, 1936. La passione travolgente tra Sada, ex geisha, e Kichizo, il padrone della locanda in cui lavora, si trasforma in un rapporto erotico totalizzante e ossessivo. Sempre più isolati dal mondo esterno, i due amanti spingono la ricerca del piacere oltre ogni limite sociale e morale, intrecciando inestricabilmente desiderio e tormento, possesso e morte.


20:30
RIBELLI NELLA TEMPESTA. IL CINEMA DI JANE CAMPION

Girl Time

di Eleanor Bishop, Nuova Zelanda, 2025,13′ – v.o. sott. italiano

INGRESSO: €7 intero/€6 ridotto [In combinazione con il film successivo]

Mentre si prepara per una temuta cena in famiglia, Marianne riceve la visita inaspettata di due ragazzine misteriose che vogliono giocare con lei.


A seguire
RIBELLI NELLA TEMPESTA. IL CINEMA DI JANE CAMPION

Two Friends

di J. Campion, Australia, 1986, 76′ – v.o. sott. italiano

INGRESSO: €7 intero/€6 ridotto [In combinazione con il cortometraggio precedente]

La storia dell’amicizia tra due adolescenti, la ribelle Kelly e la studiosa Louise, viene raccontata a ritroso nel tempo, partendo dal momento della loro definitiva e dolorosa rottura per risalire fino all’inizio spensierato del loro legame.


17:00
PROGRAMMAZIONE

Making Marie Antoinette

di Eleanor Coppola, 2026, Stati Uniti, 86' - v.o. sott. ita

INGRESSO: €7 intero /€6 ridotto

Eleanor Coppola rivolge la macchina da presa sulla figlia Sofia durante le lavorazioni di Marie Antoinette, catturando la nascita di una visione registica unica e monumentale a soli trentaquattro anni. Un racconto che si trasforma in una testimonianza di complicità familiare, arricchita dalle memorie d’archivio completate da Sofia a seguito della scomparsa della madre.


19:00
PROGRAMMAZIONE

Making Marie Antoinette

di Eleanor Coppola, 2026, Stati Uniti, 86' - v.o. sott. ita

INGRESSO: €7 intero /€6 ridotto

Eleanor Coppola rivolge la macchina da presa sulla figlia Sofia durante le lavorazioni di Marie Antoinette, catturando la nascita di una visione registica unica e monumentale a soli trentaquattro anni. Un racconto che si trasforma in una testimonianza di complicità familiare, arricchita dalle memorie d’archivio completate da Sofia a seguito della scomparsa della madre.


21:00
PROGRAMMAZIONE

L’impero dei sensi

di Nagisa Ōshima, Giappone, 1976, 102' - v.o. sott. ita

INGRESSO: 7€ intero/ 6€ ridotto

Tokyo, 1936. La passione travolgente tra Sada, ex geisha, e Kichizo, il padrone della locanda in cui lavora, si trasforma in un rapporto erotico totalizzante e ossessivo. Sempre più isolati dal mondo esterno, i due amanti spingono la ricerca del piacere oltre ogni limite sociale e morale, intrecciando inestricabilmente desiderio e tormento, possesso e morte.


21:00
SCHERMO DELL'ARTE 2026

Euphoria

Di Julian Rosefeldt, Germania, Stati uniti, 2026, 90'- v.o. sott. ita

INGRESSO: € 6 intero / € 5 ridotto

Adattamento cinematografico dell’installazione video a 24 canali (2022), Euphoria è un ipnotico tour de force attraverso la storia del capitalismo e dell’avidità umana. Il film è ambientato in una New York distopica e in dissoluzione, in parte girato a Kyiv pochi giorni prima dell’invasione russa dell’Ucraina. Figure ai margini del sistema economico attraversano la città segnata dal consumo: un tassista nella notte, dei senzatetto riuniti attorno a un fuoco, lavoratori sottopagati nei centri logistici. Attorno a loro, Rosefeldt costruisce una serie di situazioni sospese tra il quotidiano e il surreale in cui gli spazi della città cambiano improvvisamente funzione e la realtà sembra aprirsi a episodi inattesi e quasi teatrali. Nel racconto dell’economia di mercato neoliberista e senza freni che stiamo vivendo oggi, l’artista utilizza frammenti di testo provenienti da duemila anni di pensiero economico, politico, filosofico, da Socrate a Karl Marx, da Michel Houellebecq a Angela Davis, fino a Donna Haraway e Paul B. Preciado. Questi testi sono interpretati da personaggi emarginati – tra gli attori anche Giancarlo Esposito (Breaking Bad) – eppure dotati di una grande conoscenza che discutono le origini e le contraddizioni del sistema economico contemporaneo. Cate Blanchett, protagonista del precedente film di Rosefeldt Manifesto (2015), dà voce ad una tigre parlante che si aggira in un supermercato vuoto. La colonna sonora accompagna e amplifica questo paesaggio, intrecciando elementi corali e jazz alle immagini e ai movimenti dei protagonisti. La musica ne scandisce il ritmo, contribuendo a costruire una città sospesa tra spettacolo e disfacimento. Euphoria mette in scena la forza seduttiva di un sistema che, nonostante le proprie contraddizioni e il potenziale distruttivo, continua a esercitare una presa quasi irresistibile sul presente.


17:00
SCHERMO DELL'ARTE 2026

The Haunted

di Saodat Ismailova, Uzbekistan, 2017, 23' - v.o. sott. ita.

INGRESSO: € 6 intero / € 5 ridotto ( valido per tutte le proiezioni del pomeriggio fino alle 21)

In The Haunted, Saodat Ismailova rivolge una lettera cinematografica all’anima dell’ultima tigre di Turan, sottospecie estinta dell’Asia Centrale che viveva lungo il fiume Amu Darya. La tigre, un tempo presenza fisica del territorio, è diventata una figura totemica che continua a vivere nei sogni, nei racconti e nell’immaginario collettivo delle comunità della regione. La sua estinzione, avvenuta nel corso del Novecento anche in relazione alla trasformazione dell’habitat durante la colonizzazione russa e la modernizzazione sovietica, diventa così il segno di una perdita più ampia: quella di territori, ecosistemi, lingue, saperi ancestrali e forme di relazione con il mondo naturale. Tra immagini contemporanee, materiali d’archivio, memoria orale e sogno, The Haunted dissolve il confine tra storia documentata e immaginazione. La tigre diventa così lo spettro di un mondo scomparso: attraverso la sua assenza, Ismailova riattiva una memoria collettiva e interroga ciò che rimane quando un territorio e le forme di conoscenza che lo abitavano vengono cancellati dalla storia.


17:40
SCHERMO DELL'ARTE 2026

The wind, one brilliant day

di Ben Rivers Cina, Gran Bretagna, 2026, 7′- v.o. sott. ita.

INGRESSO: € 6 intero / € 5 ridotto ( valido per tutte le proiezioni del pomeriggio fino alle 21)

Una donna, interpretata dall’attrice cinese Tang Wei, nota per il film di Ang Lee Lussuria – Seduzione e tradimento, si addentra nella natura selvaggia, attratta da una forza invisibile verso un’oasi isolata. Campi adiacenti alla foresta e rari specchi d’acqua fanno da sfondo alle sue parole ispirate dalla celebre poesia Il vento un giorno splendente (1907) dello scrittore del modernismo spagnolo Antonio Machado. Questo breve film di Ben Rivers prosegue la sua ricerca poetica e sperimentale sul rapporto tra l’essere umano e la natura: una meditazione in cui è ben riconoscibile la sua distintiva estetica, i riflessi dell’obiettivo, le forme naturali che ridefiniscono la messa in scena e l’attenzione ai paesaggi sonori.


18:00
SCHERMO DELL'ARTE 2026

Undercurrents

di Maria Iorio e Raphaël Cuomo 2026, 45’ - v.o. sott. ita

INGRESSO: € 6 intero / € 5 ridotto

In Undercurrents, Maria Iorio & Raphaël Cuomo conducono il pubblico attraverso un viaggio nella materia liquida dell’acqua e nei cicli incessanti degli elementi. La lecture-performance combina immagini in movimento, narrazione orale e riflessione critica, attraverso una selezione di frammenti tratti dai film realizzati dagli artisti e da opere in corso di produzione. L’acqua, elemento ricorrente nella loro ricerca, diventa un dispositivo attraverso cui interrogare le relazioni tra ecologia, storia e politica. Il percorso attraversa differenti geografie: dalle sorgenti del fiume Sele nell’Appennino campano, ai canali artificiali che hanno modificato il territorio per sostenere le attività agricole industriali, fino al Mediterraneo, spazio attraversato da migrazioni e tensioni geopolitiche. Attraverso queste immagini emergono le conseguenze delle logiche estrattive del capitalismo globale e il loro impatto sugli ecosistemi e sulle comunità. Più a nord, il racconto si sposta sulle rive di un torrente, dove l’incontro tra una donna e un airone invita ad ascoltare la voce dell’acqua e a riconoscerla come soggetto vivente. Nel lavoro di Iorio&Cuomo l’acqua non è considerata una semplice risorsa da sfruttare, ma una forma di vita in continuo movimento, trasformazione e generazione. Undercurrents fa parte di una più ampia serie di interventi dei due artisti, curati da Elena Agudio, che si terranno a Villa Romana Florenz nell’autunno/inverno 2026.


19:00
SCHERMO DELL'ARTE 2026

To the Throat of the sun

di Saodat Ismailova Uzbekistan, 2026, sonoro, 25’- v.o. sott. ita.

INGRESSO: € 6 intero / € 5 ridotto ( valido per tutte le proiezioni del pomeriggio fino alle 21)

To the Throat of the Sun è un film speculativo che intreccia la storia dei test nucleari sovietici in Asia Centrale con la figura profetica di al-Muqanna, leader dell’VIII secolo la cui immagine fu reinterpretata dalla storiografia sovietica come quella di un precursore degli ideali proto-socialisti. La sua vicenda entra in risonanza con il fallimento delle grandi promesse ideologiche del Novecento: se al-Muqanna non riuscì a fondare una società giusta, non basata sullo sfruttamento della terra, anche il progetto socialista lasciò dietro di sé territori segnati dalla devastazione e dalla memoria di un’utopia fallita. Tra mito, storia e memoria ecologica, il film si sviluppa come una sequenza di visioni e rituali. Figure vestite di bianco, sbiancate e invertite come negativi fotografici, emergono dall’oscurità e attraversano paesaggi desertici, rovine e gallerie sotterranee. Si raccolgono intorno al fuoco, mentre una maschera luminosa ritorna come presenza rituale. Una figura velata si addentra nei tunnel e tende la mano verso un fascio di luce, fino a esserne fisicamente trasformata. Il contrasto tra oscurità e improvvise esplosioni luminose diventa il principale dispositivo narrativo del film. La luce appare come una forza ambivalente: promessa di conoscenza, rivelazione e trasformazione, ma anche potere, accecamento e distruzione. Il titolo evoca un viaggio verso la “gola del Sole”, verso una luce che può condurre tanto alla conoscenza quanto all’annientamento. La colonna sonora, composta da voci, respiri, crepitii del fuoco e musica elettronica di COH, contribuisce a costruire una dimensione immersiva e ipnotica. Ispirandosi alla filosofia di Shihab al-Din al-Suhrawardi, secondo cui l’oscurità non è assenza di luce ma una forma di luce al suo grado più basso, Ismailova guarda alla devastazione non come a un punto finale, ma come a una condizione da cui possono emergere altre forme di percezione e possibilità. Il film conserva così la possibilità di alterare il corso della realtà e immaginare futuri diversi.


19:50
SCHERMO DELL'ARTE 2026

Filme pin

di María Rojas Arias & Andrés Jurado Colombia, Portogallo, 2026, 7- v.o. sott. ita

INGRESSO: € 6 intero / € 5 ridotto ( valido per tutte le proiezioni del pomeriggio fino alle 21)

Una collezione di oggetti apparentemente banali come delle spille, lasciata dal padre della narratrice, riemerge nella soffitta della casa di famiglia. Sono piccoli oggetti capaci di custodire una memoria politica e affettiva: ritratti di Lenin e Nelson Mandela, immagini dello Sputnik e simboli legati alle lotte di liberazione e alla solidarietà internazionale diventano le tracce materiali di mezzo secolo di attivismo, esilio e impegno politico. A partire da questa raccolta, Filme Pin si sviluppa come un film-essay intimo e al tempo stesso politico. Girato in Super 8, trasforma le spille in vere e proprie protagoniste visive e sonore, soffermandosi sulle loro superfici, texture, riflessi e dettagli. La loro dimensione minuta e tattile si contrappone alla vastità delle vicende storiche che evocano, facendo emergere una costellazione di memorie personali e collettive. Attraverso di esse, il film interroga il rapporto tra memoria familiare e storia politica, tra esperienza dell’esilio e appartenenza, mostrando come anche gli oggetti più ordinari possano conservare le tracce di ideali, conflitti e forme di resistenza che attraversano le generazioni.


20:00
SCHERMO DELL'ARTE 2026

Oh body of mine

di Monira Al Qadiri Kuwait, 2025, 10’- v.o. sott, ita

INGRESSO: € 6 intero / € 5 ridotto ( valido per tutte le proiezioni del pomeriggio fino alle 21)

Girato nei cantieri navali di Chittagong, in Bangladesh, Oh Body of Mine mostra lo smantellamento delle grandi petroliere. Arenate sulla costa, vengono aperte, tagliate e smontate. Le riprese dall’alto restituiscono un paesaggio sospeso tra la costa e il mare, fatto di enormi carcasse metalliche e navi in disfacimento che, dopo aver attraversato gli oceani per trasportare petrolio, vengono qui ridotte a corpi da sezionare. Sulle immagini si sovrappone un adattamento della poesia Il battello ebbro (1871) di Arthur Rimbaud, il cui viaggio visionario viene qui trasformato: il battello non si abbandona più alla deriva del mare, ma approda alla terraferma per essere smembrato. Cresciuta in Kuwait durante la Guerra del Golfo, Monira Al Qadiri ha sviluppato nella sua ricerca una riflessione sul rapporto ambivalente e alienato tra gli esseri umani e il mondo naturale osservato attraverso la lente della petro-cultura. In questo film, il viaggio delle petroliere diventa così il rovescio della loro stessa storia: il commercio globale trasferisce nel Sud globale i costi ambientali e umani dell’industria mentre la ricchezza generata dal petrolio continua a muoversi altrove. Navi, oceani e corpi umani diventano parte di uno stesso ciclo di sfruttamento, che oggi alla luce della guerra nello Stretto di Hormuz, rivela ancora una volta il legame tra petrolio, commercio e conflitto.

 


21:00
SCHERMO DELL'ARTE 2026

O homem no pelourinho

di Francesco Bertocco Italia, 2026, 23’- v.o. sott. ita

INGRESSO: € 6 intero / € 5 ridotto ( valido per tutte le proiezioni della sera)

Nel 1978, Franco Basaglia, lo psichiatra italiano che aveva da poco portato alla chiusura degli istituti psichiatrici in Italia con la Legge 180, viaggiò attraverso il Brasile tenendo conferenze e rispondendo alle domande degli studenti. Quasi cinquant’anni dopo, Francesco Bertocco ripercorre quella esperienza e costruisce un film muovendosi tra i padiglioni abbandonati di Juquery, il più grande istituto psichiatrico del Brasile, oggi sospeso tra abbandono e riuso, e le strade di Belo Horizonte dove ogni anno cinquemila persone sfilano al ritmo della samba per la Luta Antimanicomial, il movimento brasiliano per la riforma psichiatrica nato sulla scia della visita di Basaglia. Operatori e attivisti prendono la parola con testimonianze lucide e incarnate, rendendo visibili la violenza strutturale delle istituzioni psichiatriche e le forme di resistenza che hanno contribuito a smantellarne l’apparato. Il titolo riprende quello di un testo di Basaglia del 1986: il pelourinho, il palo della gogna, diventa metafora dell’individuo sottoposto al giudizio e al controllo della società. Il progetto di Bertocco ha vinto l’Italian Council 2024.


21:45
SCHERMO DELL'ARTE 2026

[òdio]

di Daniela Nicolò & Enrico Casagrande Italia, 2026, 90′- v.o. sott. ita.

INGRESSO: € 6 intero / € 5 ridotto ( valido per tutte le proiezioni della sera)

Cosa significa per te la parola Odio? Senti di odiare qualcuno o qualcosa? Su queste domande si costruisce il film di Motus, un documentario “precipitato” nel qui ed ora: un testo collettivo composto da decine di voci e volti di diverse nazionalità e provenienze che la compagnia teatrale, tra le più innovative del panorama italiano e internazionale, ha seguito, incontrato e coinvolto per creare una drammaturgia di riflessioni sulla violenza imperante oggi. La scenografia si ripete grazie all’uso di un semplice oggetto di scena, un fondale fotografico blu, trasportato all’interno di scuole, spazi culturali e case-famiglia, da Rimini a Roma, fino ad Amburgo. Progetto vincitore dell’Italian Council 2024, [ÒDIO] è un viaggio nell’oscurità contemporanea nel tentativo di comprendere rigurgiti nazionalisti e razzisti, episodi di marginalità e discriminazione: un invito ad immaginare, nonostante la violenza e l’ingiustizia che ci circondano, una società fondata su una tenerezza radicale.


15:00
FESTIVAL DEI POPOLI 2026

The price of the sun

Di Jérôme le Maire Belgio, Francia, Marocco, 2026, 92 min, col.- v.o. sott. ita

INGRESSO: € 8 intero/ € 6 ridotto

In un’arida regione dell’Atlante marocchino, la popolazione berbera porta avanti il proprio tradizionale stile di vita: pastorale e nomade. All’orizzonte compaiono degli sconosciuti: nei campi lunghissimi dei paesaggi rocciosi color ocra si muovono alcuni individui con giubbotti di sicurezza gialli e caschi antinfortunistici; seguiti da ruspe e da camion. Le immagini trasmesse nei precari apparecchi televisivi svelano un nuovo progetto avveniristico: un immenso parco fotovoltaico per produrre energia pulita.

Jérôme le Maire accompagna lo spettatore in uno spazio apparentemente remoto in cui ha luogo uno dei conflitti cruciali dei nostri tempi: il rapporto tra energia verde e sfruttamento del territorio, tra un progresso necessario per far fronte all’emergenza climatica e il prezzo pagato dalle popolazioni che vivono sulla propria pelle il cambiamento. In uno scenario quasi epico, da western contemporaneo, The Price of the Sun è capace di svelare le ambiguità e i costi della transizione energetica.


17:00
FESTIVAL DEI POPOLI 2026

Landscape of ending

Di Francesco Mattuzzi Italia | 2026 | 94 min | col.

INGRESSO: € 8 intero/ € 6 ridotto

Sono tanti i luoghi di confine in questo film, visibili o meno, ma su tutti aleggia il confine ultimo, quello tra la vita e la morte. Landscapes of Ending è un viaggio multiplo attraverso immagini e parole che provano a dire, esorcizzare, affrontare quel confine, creando spazi sospesi, preparandosi a una fine voluta, inventando tecnologie in grado di accompagnare chi si avvicina a quella meta. Il film attraversa paesaggi reali e immaginari, esperienze individuali e dispositivi tecnologici, componendo una geografia dell’estremo in cui il cinema si confronta con ciò che sembra sottrarsi a ogni rappresentazione. Non si tratta di trovare risposte, né di addomesticare l’idea della fine, ma di esplorare le forme attraverso cui gli esseri umani tentano di abitarla, immaginarla, renderla dicibile. Mattuzzi costruisce così un’opera in cui il paesaggio diventa insieme luogo fisico e spazio del pensiero, mentre le immagini si fanno strumenti di un’indagine sul limite della vita e sulle possibilità, sempre provvisorie, di attraversarlo


19:00
FESTIVAL DEI POPOLI 2026

Documento italiano: verso la finzione

Con: Aline Hervé, Alina Marazzi, Gianfilippo Pedote Modera: Alma Mileto

INGRESSO LIBERO

Con: Aline Hervé, Alina Marazzi, Gianfilippo Pedote

Modera: Alma Mileto

Nuovo appuntamento per la riflessione che il Festival dei Popoli porta avanti da qualche edizione per raccontare la transizione dal documentario alla finzione compiuta in Italia da un’intera generazione di filmmaker che, a partire dal confronto con la realtà, ha contribuito a rinnovare radicalmente la cinematografia del nostro paese negli anni 2000. Gli ospiti del panel hanno avuto un ruolo di primissimo piano in questo processo e dialogheranno intorno alle dinamiche autoriali e di sistema che ne hanno progressivamente modificato lo statuto, offrendo una lettura sfaccettata dello scenario attuale e ipotizzando le mutazioni a venire.


21:00
FESTIVAL DEI POPOLI 2026

For life

Di Ahmet Seven Turchia | 2026 | 91 min | col.- v.o. sott. ita

INGRESSO: € 8 intero/ € 6 ridotto

Il film mette al centro della scena il corpo come frontiera politica, trasformando la procreazione nell’ultima forma di resistenza all'annientamento. Nel cuore della Palestina occupata, l'ergastolo da scontare nelle prigioni israeliane punta a cancellare il presente dei detenuti, ma anche il loro diritto ad una discendenza. Il film segue una donna palestinese, Hind, che riesce a trafugare il liquido seminale del suo compagno oltre le mura del penitenziario. Questa pratica clandestina è un gesto di sfida civile, che trasforma la fecondazione in vitro in atto di decolonizzazione biologica e di libertà personale. L'operazione ha, però, aspetti rischiosi, perchè il tempo di vitalità del campione è molto breve per cui l'operazione impone una corsa febbrile tra i checkpoint e il traffico labirintico della Cisgiordania, mentre su Gaza infuriano i bombardamenti. Mettere al mondo un figlio non è più un atto intimo deciso dalla coppia, si trasforma nella rivendicazione più audace di una comunità che oppone la maternità alla distruzione e alla reclusione perpetua


11:00
FESTIVAL DEI POPOLI 2026

Holy destructors

DI Aistė Žegulytė Lituania, Francia, Lettonia | 2025 | 85 min | col.- v.o. sott. ita.

INGRESSO LIBERO 

Se il cinema produce l’illusione di poter fermare il tempo e conservare ció che è effimero, Aistė Žegulytė lo usa per indagare la paura, profondamente umana, generata da un mondo votato al ciclo perpetuo di distruzione e rigenerazione. La camera diventa così strumento di osservazione che mette a confronto scienziati e restauratori - che si sforzano di preservare la memoria collettiva incarnata in oggetti, opere d’arte, corpi mummificati - con i microfunghi, che attaccano e distruggono questi resti a cui l’umanità ha affidato il compito di dare consistenza tangibile al passato. Holy Destructors esplora questa dialettica e il mondo simbolico da essa evocata, producendo uno sguardo post-umano: la riflessione sulla morte e sulla distruzione (delle opere, dei corpi) si trasforma in contemplazione di una vita in continua trasformazione, che sorpassa le nostre percezioni e ci invita a ripensare la nostra idea di finitezza e di eternità.


15:00
FESTIVAL DEI POPOLI 2026

Luana, ragazza

Di Ernesto Pagano Italia | 2026 | 75 min | col.

INGRESSO: € 8 intero/ € 6 ridotto

Il 3 maggio del 2021, Luana D’Orazio muore sul lavoro a soli 22 anni in un’azienda tessile in provincia di Prato. La giovane è stata risucchiata nell’ingranaggio di un orditoio, manomesso deliberatamente per aumentare la produttività, a insaputa della vittima. A distanza di qualche anno dalla tragica scomparsa, la famiglia chiede ancora giustizia. In un’Italia dove in media più di tre persone al giorno rimangono uccise sul posto di lavoro, Ernesto Pagano riporta l’attenzione sul tema delle ‘morti bianche’. In un cinema italiano sempre più povero di sguardi attenti alla condizione della classe lavoratrice, Luana, ragazza offre un ritratto commovente e delicato di una giovane donna, portandoci a conoscere da vicino i suoi sogni, così come la lotta della madre, Emma Marrazzo, per rivendicare la giustizia nei confronti di Luana e di tutte le vittime di un sistema economico industriale che scavalca la sicurezza delle persone per il proprio profitto.


17:00
FESTIVAL DEI POPOLI 2026

East of paradise

Di Lech Kowalski USA, 2005, 110 min, col. - v.o. sott. ita

INGRESSO: € 8 intero / € 6 ridotto

Il capolavoro di Lech Kowalski è un film spaccato in due tra la testimonianza della madre del regista - deportata in un campo di lavoro sovietico staliniano - e quella dell’autore stesso che, ripercorrendo gli anni di formazione, trova nell’opposizione al sistema linfa vitale e ispirazione per fare cinema. Presentata alla 62° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, è l’opera della maturità artistica e della consacrazione critica; una dichiarazione a cuore aperto di una pratica che si fa poetica e nella quale tutte le tematiche del suo cinema giungono a compimento: la lotta per la sopravvivenza; l’insofferenza nei confronti delle pratiche di sopraffazione politica, sociale, culturale; il desiderio di autonomia ed evasione che ha portato il cineasta a trovare casa in ogni angolo del mondo, accanto a reietti, artisti e combattenti. Uno dei più importanti documentari degli anni 2000.


19:00
FESTIVAL DEI POPOLI 2026

Incontro di Lech Kowalski

Di Lech Kowalski

INGRESSO LIBERO 

Lech Kowalski sarà protagonista di una masterclass aperta al pubblico dopo la proiezione di East of Paradise.


20:30
FESTIVAL DEI POPOLI 2026

Cerimonia di premiazione del 67′ festival dei Popoli

di AA. VV.

INGRESSO: e 8 intero / € 6 ridotto ( il biglietto include anche la proiezione a seguire dell' "io sono l'assente")

cerimonia di premiazione


A seguire
FESTIVAL DEI POPOLI 2026

Io sono l’assente

Di Adamo Antonacci Italia | 2026 | 78 min | col.

INGRESSO: € 8 intero/ € 6 ridotto

Viaggio intimo nell’universo umano, poetico e artistico di Alessandro Benvenuti, autore inafferrabile che ha attraversato teatro, cinema, televisione e musica portando avanti una ricerca espressiva e creativa dalla marcata cifra personale. Composto per assonanze e giustapposizioni in un dialogo continuo tra passato, presente e futuro, il film è un mosaico di immagini, ricordi e cortocircuiti. Dall’infanzia trascorsa tra San Francesco e Pontassieve agli esordi nel cabaret fiorentino dei primi anni Settanta; dalla nascita dei Giancattivi al successo condiviso con Athina Cenci e Francesco Nuti, fino alla dolorosa separazione del trio. Un percorso fatto di cadute e rinascite che trova il suo apice nel successo di Benvenuti in casa Gori ma non dimentica il raffinato frangente del Benvenuti cantautore. La voce del protagonista si intreccia a quelle di amici, artisti e compagni di viaggio – tra cui Carlo Verdone, Stefano Fresi e Simone Cristicchi – con la partecipazione speciale di Ivo il Tardivo, uno dei personaggi più emblematici tra quelli scaturiti dall’immaginazione dell’autore.


11:00
FESTIVAL DEI POPOLI 2026

Le cose possono cambiare

Di Federico Micali, Serena Mannelli, Italia, 2026, 80 min, col, Italiano

INGRESSO LIBERO 

Cosa possiamo realmente cambiare quando parliamo di parità di genere? Un gruppo di adolescenti si confronta con stereotipi e disuguaglianze che attraversano la vita quotidiana: dalla musica al cinema; dallo sport alla pubblicità; dalle relazioni al mondo del lavoro. Tra esperienze personali, dubbi e conversazioni con studenti e studentesse, ragazze e ragazzi imparano a individuare modelli e comportamenti molto spesso dati per scontati. Perché cambiare è possibile, a partire dalle parole, dai gesti e dalle scelte di ogni giorno.


15:00
FESTIVAL DEI POPOLI 2026

Douglas Gordon by Douglas Gordon

Di Finlay Pretsell Francia, UK, 2026, 88 min, col-v.o. sott. ita.

INGRESSO: € 8 intero/ € 6 ridotto

Esplorando l’identità artistica e la tensione tra performance e realtà, un film ipnotico e immersivo nell’universo dell’influente artista scozzese Douglas Gordon. Momenti di malessere, rabbia e vulnerabilità emotiva convivono nell’acceso linguaggio visivo del film, per un ritratto al tempo stesso caotico e profondamente umano.


17:00
FESTIVAL DEI POPOLI 2026

Born to lose- The last Rock’n Roll Movie

Di Lech Kowalski USA, Francia, 1999, 104 min, col-v.o. sott. ita.

INGRESSO: € 8 intero/ € 6 ridotto

Kowalski torna a occuparsi della scena punk con un film epocale: realizzato nell'arco di un decennio, dando forma in montaggio a oltre 400 ore di materiale. Born to Lose è il ritratto glorioso e struggente di Johnny Thunders, leader dei New York Dolls e degli Heartbreakers, imprevedibilmente sopravvissuto fino alla soglia dei 40 anni. La figura di Thunders, che non viene mai intervistato, emerge dalle memorabili esibizioni live e dalle testimonianze delle persone che l'hanno conosciuto, tra persistenza del mito e inafferrabilità della realtà. Artista tanto carismatico quanto incapace di capitalizzare il proprio talento, il musicista è al centro di un film ruvido e bruciante. Impressionanti le risse sul palco con altri musicisti e spettatori, la progressiva decadenza fisica di Thunders e il suo sprofondare nelle dipendenze. Un anti-rockumentary che non assomiglia a nient’altro, un potente urlo di rabbia contro la consunzione del corpo e dello spirito nella perenne lotta contro la morte.


18:45
FESTIVAL DEI POPOLI 2026

Proiezione del film vincitore del concorso italiano

di AA. VV.

INGRESSO: € 8 intero/ € 6 ridotto

Film vincitore del concorso italiano

I titoli saranno annunciati durante la cerimonia di premiazione, che avrà luogo sabato 7 novembre.


21:00
FESTIVAL DEI POPOLI 2026

Proiezione del film vincitore del concorso internazionale Lungometraggi

di AA. VV.

INGRESSO: € 8 intero/ € 6 ridotto

Film vincitore del concorso internazionale Lungometraggi

I titoli saranno annunciati durante la cerimonia di premiazione, che avrà luogo sabato 7 novembre.