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Novembre 2026
  • venerdì

    13/11/2026

  • sabato

    14/11/2026

  • domenica

    15/11/2026

  • lunedì

    16/11/2026

  • martedì

    17/11/2026

  • mercoledì

    18/11/2026

  • giovedì

    19/11/2026


16:30
PROGRAMMAZIONE

L’impero dei sensi

di Nagisa Ōshima, Giappone, 1976, 102' - v.o. sott. ita

INGRESSO: 7€ intero/ 6€ ridotto

Tokyo, 1936. La passione travolgente tra Sada, ex geisha, e Kichizo, il padrone della locanda in cui lavora, si trasforma in un rapporto erotico totalizzante e ossessivo. Sempre più isolati dal mondo esterno, i due amanti spingono la ricerca del piacere oltre ogni limite sociale e morale, intrecciando inestricabilmente desiderio e tormento, possesso e morte.


18:30
PROGRAMMAZIONE

L’impero dei sensi

di Nagisa Ōshima, Giappone, 1976, 102' - v.o. sott. ita

INGRESSO: 7€ intero/ 6€ ridotto

Tokyo, 1936. La passione travolgente tra Sada, ex geisha, e Kichizo, il padrone della locanda in cui lavora, si trasforma in un rapporto erotico totalizzante e ossessivo. Sempre più isolati dal mondo esterno, i due amanti spingono la ricerca del piacere oltre ogni limite sociale e morale, intrecciando inestricabilmente desiderio e tormento, possesso e morte.


20:30
RIBELLI NELLA TEMPESTA. IL CINEMA DI JANE CAMPION

Kuri

di Ana Chaya Scotney, Nuova Zelanda, 2025, 13′ – v.o. sott. italiano

INGRESSO: €7 intero/€6 ridotto [In combinazione con il film successivo]

Dopo la morte del padre, Kuri si ritrova a dover affrontare l’incertezza del lutto, che sia pronta o meno.


A seguire
RIBELLI NELLA TEMPESTA. IL CINEMA DI JANE CAMPION

Sweetie

di J. Campion, Australia, 1989, 99′ – v.o. sott. italiano

INGRESSO: €7 intero/€6 ridotto [In combinazione con il cortometraggio precedente]

La vita abitudinaria e repressa di Kay viene sconvolta dall’arrivo della sorella Dawn, detta “Sweetie”, una ragazza esuberante, instabile e disperatamente bisognosa di attenzioni che getta l’intera famiglia nel caos più totale.


17:00
PROGRAMMAZIONE

L’impero dei sensi

di Nagisa Ōshima, Giappone, 1976, 102' - v.o. sott. ita

INGRESSO: 7€ intero/ 6€ ridotto

Tokyo, 1936. La passione travolgente tra Sada, ex geisha, e Kichizo, il padrone della locanda in cui lavora, si trasforma in un rapporto erotico totalizzante e ossessivo. Sempre più isolati dal mondo esterno, i due amanti spingono la ricerca del piacere oltre ogni limite sociale e morale, intrecciando inestricabilmente desiderio e tormento, possesso e morte.


21:30
PROGRAMMAZIONE

L’impero dei sensi

di Nagisa Ōshima, Giappone, 1976, 102' - v.o. sott. ita

INGRESSO: 7€ intero/ 6€ ridotto

Tokyo, 1936. La passione travolgente tra Sada, ex geisha, e Kichizo, il padrone della locanda in cui lavora, si trasforma in un rapporto erotico totalizzante e ossessivo. Sempre più isolati dal mondo esterno, i due amanti spingono la ricerca del piacere oltre ogni limite sociale e morale, intrecciando inestricabilmente desiderio e tormento, possesso e morte.


17:00
SCHERMO DELL'ARTE 2026

Amanat

di Saodat Ismailova Uzbekistan, Kirghizistan, 2026, 40’- v.o. sott. ita.

INGRESSO: € 6 intero / € 5 ridotto ( valido per tutte le proiezioni del pomeriggio fino alle 21)

Ambientato nelle antiche foreste di noci di Arslanbob, nel sud del Kirghizistan, Amanat esplora il rapporto tra paesaggio, memoria e trasmissione del sapere. Con oltre sessantamila ettari, Arslanbob è una delle più antiche e vaste foreste di noci al mondo e, secondo la tradizione locale, un luogo sacro e spirituale. Attraverso immagini della foresta e un sonoro immersivo, Amanat costruisce un’esperienza sensoriale in cui Arslanbob appare come un archivio vivente, capace di conservare la memoria attraverso le radici, i semi, le voci, i sogni e i corpi che la abitano. In una regione in cui i paesaggi sono stati profondamente trasformati dall’epoca sovietica, la foresta rimane un territorio a parte, luogo di leggende, credenze e memorie, ma anche uno spazio segnato dalla raccolta delle noci, dallo sfruttamento forestale e dai cambiamenti climatici, dove si confrontano esigenze spesso contraddittorie di tutela e utilizzo. Il titolo Amanat, derivato dall’arabo amānah ‘fiducia’, indica qualcosa che ci viene affidato senza mai appartenerci pienamente: una memoria, un sapere, una storia che abbiamo la responsabilità di custodire prima di trasmetterla a nostra volta.


17:45
SCHERMO DELL'ARTE 2026

The city and the city

di Rafik Greiss Italia, Germania, Svizzera, 2026, sonoro, 13’33’’- vo. sott. ita.

INGRESSO: € 6 intero / € 5 ridotto ( valido per tutte le proiezioni del pomeriggio fino alle 21)

Il film segue alcuni soldati stazionati in un vasto deserto, intenti a osservare e attendere qualcosa che potrebbe non verificarsi mai. La loro presenza produce una strana contraddizione: il paesaggio appare vuoto, eppure è continuamente sorvegliato. La possibilità che accada qualcosa dà forma al presente e tutto si concentra sull’attesa, sulla sorveglianza e sul continuo ritorno dello sguardo verso lo stesso orizzonte. Attraverso una vigilanza costante, una terra apparentemente vuota diventa qualcosa da occupare, sorvegliare e difendere: vengono assegnate delle posizioni, gli orizzonti diventano confini e lo spazio aperto si trasforma in territorio. Privato di riferimenti geografici e storici, il film lascia irrisolti l’oggetto e lo scopo di questa vigilanza, coinvolgendo lo spettatore nella stessa dinamica dello sguardo e dell’attesa. Osservare diventa così tanto un esercizio di controllo quanto una condizione di controllo, mentre il paesaggio e coloro che lo abitano vengono condizionati dalla possibilità di qualcosa che potrebbe non accadere mai.


18:30
SCHERMO DELL'ARTE 2026

Casting for a Film, Ihsan’s diary

di Lamia Joreige Libano, 2026, 48’- v.o. sott. ita.

INGRESSO: € 6 intero / € 5 ridotto ( valido per tutte le proiezioni del pomeriggio fino alle 21)

A Beirut, alcuni giovani attori e attrici palestinesi e libanesi partecipano alle audizioni per i ruoli principali del lungometraggio Jerusalem: The Diary of Ihsan Turjman, che l’artista libanese Lamia Joreige sta realizzando a partire da un testo del 1915 scritto da un soldato di Gerusalemme dell’esercito ottomano e riadattato dalla regista insieme allo scrittore palestinese Majd Kayyal. Tra una prova e l’altra, gli attori parlano dei conflitti attuali della regione confrontandosi con temi come l’identità e la memoria. Discutono dei personaggi, della recitazione e di come rappresentare la città di Gerusalemme, luogo che non hanno mai visto né visitato. L’audizione non è solo un momento di selezione, ma di incontro e di condivisione dal quale emerge il film che ognuno di loro immagina per sé stesso. Il dispositivo del casting crea un ponte tra passato, presente e futuro facendo emergere la persistenza dei conflitti e dei desideri che segnano la storia della regione, mentre sullo sfondo prende gradualmente forma un disegno animato di Gerusalemme il cui accesso rimane loro precluso.


19:45
SCHERMO DELL'ARTE 2026

Masao Adachi Takes a Passport Photo

di Kamal Aljafari Germania, Francia, Giappone, 2026, 27’- vo. sott. ita.

INGRESSO: € 6 intero / € 5 ridotto ( valido per tutte le proiezioni del pomeriggio fino alle 21)

Oggi ottantasettenne, il regista Masao Adachi, uno dei più grandi artisti anticonformisti del Giappone, non possiede un passaporto a causa del suo coinvolgimento negli anni ’70 nel gruppo terroristico rivoluzionario della Japanese Red Army. Rimpatriato nel 2000, dopo 27 anni di esilio, il passaporto gli fu immediatamente confiscato. Il film dell’artista palestinese Kamal Aljafar racconta l’ultimo tentativo di Adachi di ottenere il fondamentale documento. Si procura le foto in un piccolo negozio di quartiere gestito da anni da un’anziana vedova che ancora utilizza strumenti ormai obsoleti e malfunzionanti. Un umorismo benevolo e impassibile, un ritmo pacato e un’attenzione ai dettagli dello storico studio fotografico e alla sua meticolosa proprietaria costruiscono un film sulla fragile persistenza della memoria e del tempo.


20:15
SCHERMO DELL'ARTE 2026

Shot reverse shot

di Radu Jude & Adrian Cioflâncă Romania, 2026, 22’- v.o. sott. ita.

INGRESSO: € 6 intero / € 5 ridotto ( valido per tutte le proiezioni del pomeriggio fino alle 21)

Tra il 1985 e il 1987, il giornalista e fotografo americano Edward Serotta riesce ad ottenere un visto per entrare nella Romania comunista per documentare la vita quotidiana sotto il regime di Ceaușescu, con particolare attenzione alla comunità ebraica. Nei negozi manca tutto, dalla benzina alla carne, il cibo è razionato e nelle librerie si trovano quasi esclusivamente i libri del dittatore. Serotta fotografa la gente per strada e al mercato: una donna che vende delle zucchine, due ragazze che trasportano una cesta, alcuni ragazzini rom che corrono via. Intanto la Securitate, il servizio segreto rumeno, lo segue e lo fotografa di nascosto. Quarant’anni dopo, Radu Jude, in collaborazione con lo storico Adrian Cioflâncă, con cui aveva già realizzato The Exit of the Trains (2020), mette a confronto i due archivi fotografici: da una parte lo sguardo del fotografo americano, dall’altra quello dell’apparato di sorveglianza che lo osserva. In un inatteso campo-controcampo, il racconto in prima persona del fotografo entra in dialogo con il linguaggio impersonale e burocratico dei rapporti della Securitate. Ne emerge un gioco ironico di sguardi incrociati, in cui l’apparato di controllo finisce per diventare, suo malgrado, il testimone delle stesse immagini che aveva cercato di sorvegliare.


21:00
SCHERMO DELL'ARTE 2026

The Sentinel

di Ali Cherri Francia, 2026, 29’- vo.o sott. ita.

INGRESSO: € 6 intero / € 5 ridotto ( valido per tutte le proiezioni della sera dalle 21 in poi)

È il 14 luglio, festa nazionale francese. Nella caserma, il sergente Lafleur è schiacciato dalla disciplina e dal silenzioso peso del proprio ruolo. Un medico militare gli concede una notte di libertà a condizione che ritorni prima dell’alba. Inizia così una deriva notturna attraverso una serie di incontri e situazioni in cui il mondo della caserma e la realtà esterna sembrano progressivamente confondersi. La notte diventa uno spazio sospeso tra il desiderio di fuga e l’obbligo di tornare, popolato da figure enigmatiche, dove il confine tra esperienza, sogno e allucinazione si fa sempre più incerto. All’alba, il soldato torna alla caserma come promesso. La macchina da presa non mostra ciò che accade, ma uno sparo risuona fuori campo. La drammatica immagine iniziale del film in cui Lafleur sembrava sognare di portare il fucile alla bocca si rivela allora come l’anticipazione di ciò che sta per accadere. Presentato alla Semaine de la Critique del Festival di Cannes, con The Sentinel Ali Cherri costruisce il ritratto di un corpo sospeso tra obbedienza e desiderio di fuga, mostrando il soldato non come figura eroica ma come individuo fragile, segnato dall’isolamento e dalla violenza dei sistemi di disciplina e sorveglianza.


21:50
SCHERMO DELL'ARTE 2026

Like moths to the light

di Gala Hernández López Spagna, Italia, Francia, 2026, 26’28”- vo. sott. ita

INGRESSO: € 6 intero / € 5 ridotto ( valido per tutte le proiezioni del pomeriggio fino alle 21)

Cosa succede quando i nostri sogni non ci appartengono più completamente? Dal tentativo ottocentesco di fotografare i sogni agli esperimenti contemporanei di decodificazione della mente attraverso l’intelligenza artificiale, fino a Prophetic, una startup che sviluppa tecnologie per controllare i sogni lucidi, like moths to light esplora il rapporto sempre più stretto tra sogni, tecnologia e capitalismo. Lo spettatore, accompagnato da una donna che parla dall’interno di uno strumento che registra la sua attività cerebrale, si muove in un labirinto di immagini in cui si incontrano un vecchio parco di divertimenti chiamato Dreamland, immagini generate dall’intelligenza artificiale e un’intervista al fondatore di Prophetic. Il film si interroga su cosa accade quando ciò che appartiene alla nostra dimensione più intima diventa leggibile, traducibile in immagini e potenzialmente monetizzabile. Nell’epoca del neurocapitalismo, in cui la tecnologia è al tempo stesso strumento di conoscenza e progresso, ma anche di controllo e dipendenza, il potere si esercita attraverso la capacità algoritmica di catturare e orientare l’attenzione, Gala Hernández riflette sulla fragilità del nostro mondo interiore e sulla necessità di proteggerlo.


22:45
SCHERMO DELL'ARTE 2026

Sleep work

di Paul Heintz Francia, 2026, 37’- vo. sott. ita.

INGRESSO: € 6 intero / € 5 ridotto ( valido per tutte le proiezioni della sera dalle 21 in poi)

Il film nasce dall’osservazione di una pratica emersa durante la pandemia, lo sleep streaming. Si tratta di persone che riprendono se stesse dalle proprie camere da letto mentre dormono e trasmettono live streaming davanti a una moltitudine di spettatori anonimi. Quello che un tempo sarebbe stato considerato un contenuto privo di attività diventa una forma di presenza online capace di generare attenzione e reddito. Heintz entra nelle dirette di diversi streamer e raccoglie i loro racconti sui sogni e sulle immagini che emergono durante il sonno, costruendo una composizione aperta in cui il materiale documentario proveniente dalle piattaforme si sovrappone alla dimensione più intima della parola. Ambienti domestici ripresi durante la notte, corpi immobili, schermi accesi e immagini trasmesse in tempo reale costruiscono una scena sospesa tra familiarità dello spazio privato e artificialità della sua esposizione online. Il momento intimo del riposo è così un territorio ambiguo dove la passività trasmessa on line diventa un elemento di imprenditorialità orientata alla prestazione che alimenta la fantasia di un denaro facile. Anche i sogni entrano nel circuito della condivisione rendendo sempre più instabile il confine tra esperienza privata e contenuto pubblico. Il titolo condensa infine il paradosso dell’opera: quando il sonno viene trasformato in lavoro e il sogno in contenuto, la camera da letto diventa una fabbrica e il corpo addormentato un dispositivo produttivo. Dentro questa contraddizione, il film apre una riflessione sui ritmi del lavoro contemporaneo e sulla possibilità di sottrarsi, anche solo temporaneamente, alla richiesta incessante di essere produttivi, visibili e connessi.


17:00
SCHERMO DELL'ARTE 2026

Borderland

di Melik Ohanian Francia, 2017-2024, 57’45’’- vo. sott. ita.

INGRESSO: € 6 intero / € 5 ridotto ( valido per tutte le proiezioni del pomeriggio fino alle 21)

Un tetto di un edificio di Brooklyn. È l’alba o il tramonto. O entrambi. Uno spazio la cui orizzontalità contrasta con l’elevazione che lo circonda da ogni lato: in tutte e quattro le direzioni cardinali, New York si dispiega nella sua incessante verticalità. Diciotto silhouette sono lì, immobili e indistinte. La loro individualità è incerta. Non sappiamo nulla di loro. Presto, lo sapremo. Il tetto è una zona di confine, uno spazio in cui ciò che verrà lacerato è la nozione stessa di confine: una Borderland. Iniziato nel 2017, BORDERLANDè un progetto a lungo termine che si sviluppa ad oggi in quattordici atti e assume molteplici forme nelle sue diverse presentazioni. Ispirato al romanzo Flats (1969) di Rudy Wurlitzer, il film, scritto a quattro mani con Dominique Quessada, è ambientato sul tetto dello studio dove Ohanian ha lavorato per diversi anni a Brooklyn. L’opera è il risultato di un dispositivo omnidirezionale composto da quattro telecamere montate su quattro binari installati sui quattro lati del tetto che formano un quadrato: nord, est, sud e ovest. Seguendo i binari sempre visibili nelle immagini, le telecamere si muovono lateralmente in costante movimento da un angolo all’altro. I movimenti sono azionati da manovelle manovrate dagli stessi attori. Il film è quindi composto da quattro sequenze filmate ininterrottamente per 55 minuti.


18:30
SCHERMO DELL'ARTE 2026

Homecoming

di Roman Khimei e Yarema Malashchuk Ucraina, 2026, 18’- v.o. sott. ita

INGRESSO: € 6 intero / € 5 ridotto ( valido per tutte le proiezioni del pomeriggio fino alle 21)

Un ragazzo ucraino, a qualche anno dalla fuga dal suo paese in guerra, trova un modo per tornare a casa senza poterlo fare fisicamente: dalla Polonia controlla a distanza un cane robot che attraversa Zaporižžja e i luoghi della sua infanzia. La macchina si trasforma in un corpo sostitutivo attraverso cui ristabilire un rapporto con il proprio passato e incontrarlo di nuovo. Da questa premessa, Malashchuk e Khimei costruiscono una riflessione sulla possibilità di essere presenti a distanza e sul modo in cui le tecnologie di controllo remoto modificano l’esperienza della memoria, della presenza e del ritorno. In un tempo in cui la guerra è onnipresente e sempre più mediata attraverso schermi, infrastrutture algoritmiche e tecnologie remote, il ritorno non coincide più con il movimento del corpo, ma con una presenza mediata, fragile e intermittente. Muovendosi tra cinema, performance e osservazione sociale, il lavoro di Malashchuk e Khimei osserva le conseguenze della guerra vissuta a distanza e le precarie possibilità di ricostruire una forma di comunità nella diaspora. Il film racconta così un ritorno che non può compiersi del tutto e una memoria che, per continuare a esistere, deve trovare un nuovo corpo.


19:15
SCHERMO DELL'ARTE 2026

The last responders

di Forensic Architecture, Earshot Regno Unito, 2026, 49’24”- v.o. sott. ita.

INGRESSO: € 6 intero / € 5 ridotto ( valido per tutte le proiezioni del pomeriggio fino alle 21)

Questo nuovo documentario d’inchiesta realizzato dalla collaborazione tra Earshot, il progetto di ricerca acustico fondato dall’artista giordano Lawrence Abu Hamdan, e Forensic Architecture, ricostruisce l’uccisione di quindici operatori di primo soccorso palestinesi da parte dell’IDF. Nella notte del 23 marzo 2025 a Tel al-Sultan, nella Striscia di Gaza, le forze israeliane hanno aperto il fuoco, in assenza di qualsiasi minaccia o scambio di fuoco, su un convoglio di operatori umanitari palestinesi che viaggiavano a bordo di veicoli chiaramente contrassegnati come mezzi di soccorso. Dopo giorni di ricerche rese difficili dalle restrizioni all’accesso, i corpi dei soccorritori sono stati ritrovati in una fossa comune insieme ai loro veicoli distrutti. Questo documentario investigativo ricostruisce l’accaduto con una precisione senza precedenti attraverso un dettagliato modello digitale in 3D del luogo dell’incidente costruito grazie alle testimonianze di Palestine Red Crescent Society, dei sopravvissuti, le registrazioni audio e video realizzate durante l’attacco dalle vittime e un’analisi digitale e sonora dello spazio. Questo approccio metodologico integrato ha consentito di determinare l’entità, la durata e la provenienza delle centinaia di colpi esplosi dai soldati israeliani contro gli operatori umanitari.


21:00
SCHERMO DELL'ARTE 2026

Her right

di Saodat Ismailova Uzbekistan, 2020, sonoro, 13’- v.o. sott. ita.

INGRESSO: € 6 intero / € 5 ridotto ( valido per tutte le proiezioni della sera dalle 21 in poi)

Nel 1928 l’Unione Sovietica avvia l’Hujum, una campagna per emancipare le donne dell’Asia centrale. In Uzbekistan, il progetto entra in conflitto con una società profondamente legata alla tradizione e alla religione, esponendo donne velate e non velate alla pressione dello Stato e alla violenza dei tradizionalisti. Ismailova racconta questa storia attraverso un montaggio di immagini tratte da film uzbeki realizzati tra il 1924 e il 1986. Volti, sguardi e gesti restituiscono esperienze femminili sospese tra emancipazione, propaganda e violenza. Il cinema sovietico, strumento di rappresentazione dell’Hujum, diventa così un archivio da interrogare e ricomporre, restituendo alle donne una dimensione emotiva spesso cancellata dallo sguardo patriarcale e orientalista.


21:40
SCHERMO DELL'ARTE 2026

In the veins

di Camille Henrot Stati Uniti, 2026, 35’- v.o. sott. ita.

INGRESSO: € 6 intero / € 5 ridotto ( valido per tutte le proiezioni della sera dalle 21 in poi )

Il film racconta l’impatto emotivo della crisi climatica e della perdita di biodiversità attraverso la prospettiva dell’infanzia. Nel mondo dei bambini, gli animali sono ovunque: nei libri, nei giocattoli, nelle canzoni e nelle prime immagini attraverso cui imparano a conoscere il mondo. Eppure molti di quegli stessi animali sono oggi minacciati, costretti a lasciare i propri habitat o in via di estinzione. Il film si sofferma su questa contraddizione, interrogandosi sulla distanza tra il mondo che rappresentiamo ai bambini e quello che stiamo lasciando loro in eredità. Henrot accosta immagini di centri di recupero della fauna selvatica al lavoro quotidiano di cura dei bambini, mettendo in relazione la vulnerabilità, la dipendenza e la necessità di proteggere la vita. Nutrire, pulire, accudire, riparare diventano gesti tanto ordinari quanto essenziali, capaci di assumere un significato etico e politico di fronte alla distruzione dell’ambiente. In continuità con Grosse Fatigue, l’artista costruisce il film attraverso un montaggio associativo che accosta immagini, tempi e livelli di realtà differenti. Al tempo lineare, orientato verso un futuro astratto e progressivo, il film contrappone i ritmi ciclici del giorno e della notte, delle stagioni, della crescita, della morte e della rinascita. La cura, che lega il lavoro con gli animali a quello quotidiano della genitorialità, diventa così una pratica concreta attraverso cui misurare il tempo e una forma di resistenza alla disperazione e di responsabilità nei confronti della vita.


22:15
SCHERMO DELL'ARTE 2026

Krakatoa

di Carlos Casas Spagna, Regno Unito, Polonia, 2026, 60’- v.o. sott. ita.

INGRESSO: € 6 intero / € 5 ridotto ( valido per tutte le proiezioni della sera dalle 21 in poi)

Nel 1883 il vulcano Krakatoa, nell’isola indonesiana di Rakata, è stato teatro di una delle eruzioni più violente mai registrate. Considerata una delle esplosioni più rumorose mai registrate, il suo boato fu udito a migliaia di chilometri di distanza. A partire da questo evento, l’artista Carlos Casas costruisce un viaggio sensoriale nel quale un giovane pescatore giavanese a bordo di un bagan, una tipica piattaforma da pesca galleggiante indonesiana, viene sorpreso dall’eruzione e lo tsunami che sconvolgono il suo mondo trascinandolo verso un’isola deserta. Prende forma così un viaggio sempre più visionario e psichedelico tra paesaggi devastati e foreste rigogliose, animali, rocce e profondità sotterranee. Il film si muove tra finzione, immagini documentarie e astrazione esplorando le possibilità sensoriali del cinema. Le immagini che si fanno sempre più astratte e il paesaggio sonoro, realizzato dal sound designer Nicolas Becker, trasformano l’eruzione in un’esperienza fisica e immersiva nelle forze primordiali della Terra in cui distruzione e creazione, materia e percezione sembrano fondersi.


15:00
SCHERMO DELL'ARTE 2026

MInicine

di AA. VV.

INGRESSO LIBERO SU PRENOTAZIONE

Il laboratorio per famiglie con bambini e bambine dai 4 ai 6 anni prevede la visione di un breve film non narrativo e un laboratorio sulle immagini in movimento con l’utilizzo della scatola-kit MiniCine, realizzata in collaborazione con l’associazione olandese Taartrovers. Un percorso di gioco, scoperta e creatività per avvicinare i più piccoli al linguaggio cinematografico.
Ingresso libero su prenotazione: education@schermodellarte.org


17:00
SCHERMO DELL'ARTE 2026

Normal planet

di Ekiem Barbier, Guilhem Causse & Quentin L’helgoualc’h Francia, 2026, 30’- v.o. sott. ita

INGRESSO: € 6 intero / € 5 ridotto ( valido per tutte le proiezioni del pomeriggio fino alle 21)

In un museo in rovina, vestigia di un mondo ormai scomparso, un gruppo di avatar digitali è in visita: una rana addetta alla sicurezza, un velociraptor che si aggira per le sale, un pinguino romantico che fa da guida e un trio di ragazze manga Kawaii di TikTok. Questi personaggi commentano le opere esposte con osservazioni spiazzanti e spesso pungenti in un flusso di assurde conversazioni. In questo spazio virtuale prendono corpo le loro voci, nate da una serie di commenti reali registrati al Musée Fabre di Montpellier.Normal Planetè un saggio giocoso sulla trasformazione dell’arte in canone e sul nostro modo di consumare la cultura.


17:40
SCHERMO DELL'ARTE 2026

Adnan being and time

di Marie Valentine Regan Francia, Stati Uniti, 2026, 70′- v.o. sott. ita

INGRESSO: € 6 intero / € 5 ridotto ( valido per tutte le proiezioni del pomeriggio fino alle 21)

Negli ultimi cinque anni della sua vita, la grande poetessa e artista libanese Etel Adnan (1925–2021) accoglie la regista Marie Valentine Regan nella sua quotidianità, nel suo studio e nei luoghi che hanno nutrito la sua ricerca. Tra il lavoro di poesia e le opere visive, le visite al mare, gli incontri e i piccoli gesti quotidiani, il film costruisce un ritratto intimo di un’artista per la quale osservare il mondo è una forma radicale di attenzione. Attraverso le parole di Adnan, il film riflette sul rapporto tra arte, memoria e percezione, ma anche sull’esperienza dell’esilio: che cosa significa vivere tra due mondi tanto diversi come quello arabo e l’occidente americano? Il film è ambientato anche nell’immenso orizzonte del suo amato Monte Tamalpais in California, un punto di riferimento fondamentale delle sue meditazioni estetiche e filosofiche. Adnan being and time è un incontro con un’artista straordinaria e con la sua singolare capacità di abitare il tempo e il mondo attraverso lo sguardo.


19:20
SCHERMO DELL'ARTE 2026

Bibi Seshnabe

di Saodat Ismailova Uzbekistan, 2022, 52’- v.o sott. ita.

INGRESSO: € 6 intero / € 5 ridotto ( valido per tutte le proiezioni del pomeriggio fino alle 21)

Bibi Seshnabe, la cui traduzione letterale è “la signora del martedì”, è un rituale di benedizione diffuso in Asia centrale, tra Uzbekistan e Tagikistan, che venera un’antica divinità femminile protettrice delle donne. Nel rito, elementi zoroastriani, animisti e musulmani si fondono con una fiaba tradizionale che presenta analogie con quella di Cenerentola: la storia di una giovane perseguitata dalla matrigna che, attraverso una serie di prove, riesce infine a trovare la propria felicità. Il film accosta il rituale e gli elementi della fiaba alla storia di Bibi Sora Oripova, chirurga specializzata nella cura delle ustioni e attivista uzbeka che a Samarcanda ha fondato una casa di accoglienza per donne sopravvissute alla violenza domestica o al rifiuto delle proprie famiglie. Nel film, alcune donne si riuniscono per preparare cibi tradizionali, accendere candele fatte a mano e condividere la storia della giovane protagonista della fiaba, mentre cercano nei disegni lasciati dalla farina gli auspici della buona sorte. Tra rito, memoria e realtà contemporanea, Bibi Seshnabe mette in relazione saperi antichi, racconti tramandati ed esperienze presenti.


20:20
SCHERMO DELL'ARTE 2026

Oh be a fine girl and kiss me

di Alice dos Reis Portogallo, 2026, 7’- v.o. sott. ita.

INGRESSO: € 6 intero / € 5 ridotto ( valido per tutte le proiezioni del pomeriggio fino alle 21)

Alla fine del XIX secolo, l’Osservatorio Astronomico Vaticano convocò quattro suore per partecipare alla Carte du Ciel, un ambizioso progetto internazionale per la mappatura del cielo notturno, guadagnandosi il primo appellativo di “computer” per via dei calcoli ripetitivi che eseguivano. In attesa della reincarnazione, l’anima in transito di una di esse narra la vicenda disillusa dalla sua esistenza precedente. Considera l’idea di diventare una programmatrice nella sua prossima vita, nell’ondata di ottimismo economico che attende la sua reincarnazione nel Portogallo degli anni ’90 Girato in pellicola 16mm e con uno smartphone, Oh Be a Fine Girl Kiss Me intreccia storia e finzione in un racconto giocoso sulla prospettiva femminile e l’autodeterminazione. Il titolo allude ad un trucco mnemonico astronomico usato per ricordare l’ordine di classificazione spettrale delle stelle, dalla più calda alla più fredda (O. B. A. F. G. K. M.).


21:00
SCHERMO DELL'ARTE 2026

>1,5°C: Pyropolitics and the New World

di Lukas Marxt Germania, Austria, 2026, 73′- v.o. sott. ita

INGRESSO: € 6 intero / € 5 ridotto ( valido per tutte le proiezioni del pomeriggio fino alle 21)

>1,5°C: Pyropolitics and the New World racconta in tre atti gli incendi devastanti che hanno colpito Los Angeles nel gennaio 2025. Qui, il fuoco non viene trattato soltanto come una catastrofe naturale, ma come un fenomeno in cui si intrecciano cambiamento climatico, territorio, urbanizzazione e forme di controllo dell’ambiente da parte dell’uomo. Marxt costruisce il film osservando il paesaggio californiano trasformato dal fuoco, e lasciando che siano le immagini e la durata a restituire la dimensione dell’evento concentrandosi su un territorio sottoposto a una trasformazione radicale. Attraverso inquadrature lunghe, la catastrofe viene sottratta alla velocità delle immagini giornalistiche per diventare un’esperienza visiva e temporale. Il titolo si riferisce alla soglia di 1,5°C dell’aumento della temperatura globale con il termine pyropolitics, la “politica del fuoco”. Il modo in cui il fuoco diventa un elemento capace di modificare territori, economie, forme di abitazione e rapporti tra esseri umani e ambiente è il segno del cambiamento climatico che non appare tanto come una minaccia futura o un dato astratto, ma come una condizione già inscritta materialmente nei paesaggi che abitiamo. >1,5°C: Pyropolitics and the New World trasforma le immagini della catastrofe in uno spazio di riflessione sul presente climatico, sul rapporto tra uomo e paesaggio e sulla progressiva difficoltà di distinguere tra fenomeni naturali e trasformazioni prodotte dall’attività umana.